Blitz della Guardia di Finanza: “Ammanco da 1,2 milioni di euro al Comune”. Sequestrati anche lingotti d’oro e gioielli
PAOLA – Un sistema ben collaudato che, nell’arco di tre anni, avrebbe prosciugato le casse comunali per un totale di circa 1,2 milioni di euro. È quanto svelato dall’operazione della Guardia di Finanza della Tenenza di Scalea, coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola, che ha portato all’incriminazione di quattro dipendenti pubblici di un municipio dell’Alto Tirreno cosentino.
L’accusa nei confronti degli indagati – la cui identità non è stata resa nota dalle autorità – è di peculato continuato in concorso.
Il meccanismo dei pagamenti fantasma
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso un minuzioso esame dei flussi finanziari e dei documenti contabili dell’ente pubblico, il modus operandi si sarebbe articolato tra il 2021 e il 2024. Al centro della vicenda vi sarebbe il responsabile dell’Ufficio Finanziario dell’ente che, in concorso con gli altri tre dipendenti, avrebbe predisposto ed emesso sistematicamente mandati di pagamento privi di qualsiasi giustificazione o riscontro contabile. I fondi pubblici venivano così dirottati direttamente su conti correnti personali o comunque riconducibili agli stessi indagati.
Contanti, monili e lingotti d’oro
A seguito dei riscontri, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Paola ha disposto un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per un valore pari all’intero ammanco stimato.
Durante la fase esecutiva del provvedimento, i finanzieri di Scalea non si sono limitati al blocco dei saldi attivi sui depositi bancari e postali, ma hanno perquisito le disponibilità degli indagati rinvenendo e ponendo sotto sigillo un ingente quantitativo di denaro contante, vari monili e persino lingotti d’oro, considerati dagli inquirenti come il frutto del presunto illecito arricchimento ai danni della pubblica amministrazione.
L’intera vicenda si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni mosse dovranno trovare eventuale conferma nel prosieguo del percorso giudiziario.





