Demanio marittimo, la Regione approva le Linee guida per i Comuni costieri
Svolta sulla gestione delle concessioni balneari in Calabria. L’assessore Mancuso: «Un modello metodologico innovativo e conforme alle norme europee».
CATANZARO – Passa al vaglio della Giunta regionale il nuovo pacchetto di regole destinate a ridefinire la gestione delle spiagge calabresi. Nell’ultima seduta, su proposta del vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici e Difesa del suolo, Filippo Mancuso, l’esecutivo ha dato il via libera alle “Linee guida di indirizzo per la valutazione della sussistenza della scarsità della risorsa spiaggia e dell’interesse transfrontaliero certo”. Il documento è rivolto direttamente ai Comuni costieri per dare attuazione alla legge regionale 15/2026 in materia di concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo.
Il provvedimento nasce dal lavoro di concertazione svolto all’interno del Comitato regionale sul demanio marittimo. L’obiettivo primario dell’amministrazione è garantire agli enti locali parametri omogenei, trasparenti e solidi dal punto di vista giuridico nell’esercizio delle loro competenze amministrative.
«Con l’adozione di queste Linee guida – ha dichiarato il vicepresidente Mancuso – la Regione Calabria compie un significativo passo in avanti verso un quadro amministrativo coerente. Forniamo ai Comuni strumenti operativi basati su criteri oggettivi e pienamente conformi ai principi dell’ordinamento nazionale ed europeo».
Il testo rappresenta un tassello pionieristico nel panorama normativo: «Si tratta di uno dei primi tentativi a livello nazionale, e per alcuni aspetti persino sovranazionale, di sistematizzazione metodologica su temi complessi come la scarsità del bene demaniale e l’interesse transfrontaliero», ha proseguito Mancuso. «È una base tecnica e amministrativa di riferimento che potrà essere ulteriormente perfezionata, ma che già oggi guida i Comuni nell’applicazione delle norme vigenti».
L’approccio regionale punta sulla flessibilità applicativa: la metodologia proposta non intende essere un modello rigido, bensì una griglia di analisi strutturata e verificabile, capace di adattarsi alle specificità dei singoli territori costieri e di fare da apripista per futuri interventi regolatori a livello locale e nazionale.





