Cultura

“I 70 km d’oro”: in Prefettura una mostra celebra l’eredità di Paolo Orsi e i tesori archeologici dalla Bovesia alla Locride

REGGIO CALABRIA – Un viaggio lungo 70 chilometri attraverso secoli di storia, dalle meraviglie della Bovesia ai tesori della Locride. Sarà inaugurata mercoledì 29 aprile, alle ore 12, presso la Prefettura di Reggio Calabria, la mostra fotografica “I 70 km d’oro dalla Bovesia alla Locride e l’Eredità di Paolo Orsi”. L’evento, che si terrà alla presenza del Prefetto Clara Vaccaro, svela un ambizioso itinerario turistico-archeologico destinato a proiettare sul palcoscenico mondiale dieci borghi calabresi, uniti per la prima volta in un unico grande attrattore culturale.

Pubblicità
Pubblicità

L’esposizione trova la sua sede in un luogo altamente simbolico: la Prefettura stessa, un’area interessata dagli scavi condotti dal celebre archeologo Paolo Orsi dopo il terremoto del 1908. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Archeoclub d’Italia, sede Area Integrata dello Stretto, e il progetto Archeocomuni di Qualità.

“Questo itinerario costituisce un unicum, una testimonianza straordinaria della stratificazione di tante civiltà,” ha dichiarato Francesca Crea, Vice-Presidente di Archeoclub Area Integrata dello Stretto e Coordinatore di Archeocomuni di Qualità. “L’obiettivo è superare la valorizzazione frammentata dei singoli comuni per promuovere una visione unitaria, trasformando questo territorio in una destinazione turistica di primo piano.”

Pubblicità

La mostra è il culmine di un percorso iniziato nel 2025 con il “Ciclo di Conferenze Archeocomunidiqualità”, patrocinato dalla Città Metropolitana. Dieci incontri mensili hanno permesso di esplorare le ricchezze dei comuni coinvolti: dai mosaici dell’antica Kaulonia a Monasterace alla Cattolica di Stilo; dai tesori di Gerace alla Villa Romana di Casignana; dal Parco e Museo Nazionale di Locri Epizefiri all’insediamento rupestre di Brancaleone Vetus; dalla Sinagoga di Bova Marina alla Villa del Naniglio di Gioiosa Jonica; dal teatro e le torri di Marina di Gioiosa Jonica fino al sito tardo-antico di Portigliola.

Il filo conduttore di questo immenso patrimonio è proprio Paolo Orsi. “L’illustre archeologo è l’autentico ‘fil rouge’ del nostro itinerario,” ha spiegato Crea. “A lui si devono la scoperta dell’Antica Kaulonia, gli scavi al Tempio Marasà di Locri e il restauro della Cattolica di Stilo. Questa mostra vuole essere un omaggio alla sua eredità, che non è fatta solo di scoperte, ma di metodo, visione e responsabilità civile.”

L’esposizione, curata da un prestigioso comitato scientifico, vanta la collaborazione dell’Archivio di Stato, della Soprintendenza ABAP, del Parco Archeologico dell’Antica Kaulonia e dell’Ordine degli Architetti, oltre al patrocinio del Consiglio Regionale della Calabria, della Città Metropolitana e della Fondazione Museo Civico di Rovereto, città natale di Orsi.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità