Brennero, la carica dei diecimila contro il “falso” Made in Italy: “così ci rubano 20 miliardi”
Diecimila agricoltori da tutta Italia, sotto le bandiere di Coldiretti, si sono dati appuntamento al Brennero per una battaglia cruciale: quella contro il “falso” Made in Italy, un meccanismo permesso dalle attuali norme doganali europee che, secondo l’associazione, sottrae 20 miliardi di euro al settore agricolo nazionale. Risorse vitali, soprattutto in una fase segnata da rincari record per energia e materie prime che mettono a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese.
Nel mirino c’è il principio dell’“ultima trasformazione sostanziale”, una norma che consente di etichettare come italiano un prodotto realizzato con materie prime arrivate dall’estero. Una beffa, denunciano gli agricoltori, che vedono il proprio lavoro svalutato dalla concorrenza sleale di prodotti stranieri “camuffati” da eccellenze locali.
La protesta trova un’eco particolarmente forte in Calabria, una regione che conta oltre 60mila aziende agricole e che soffre la doppia pressione dell’aumento dei costi e della concorrenza di importazioni a basso prezzo. «La nostra non è una battaglia ideologica, ma economica e sociale», dichiara Franco Aceto, «perché senza trasparenza si colpisce il lavoro, si ingannano i consumatori e si svuota di valore il vero Made in Calabria. Modificare il codice doganale significa restituire reddito alle aziende e difendere la qualità che garantisce sicurezza alimentare».
Sotto accusa è l’import massiccio di semilavorati e materie prime come latte, cagliate per formaggi, grano e concentrato di pomodoro, che finiscono nelle filiere industriali senza che il consumatore ne conosca la provenienza, abbattendo i prezzi pagati ai produttori locali.
«In Calabria paghiamo un prezzo doppio», sottolinea Cosentini, «perché puntiamo su identità e legame con il territorio. Senza regole chiare, le nostre imprese vengono penalizzate e si mette a rischio la fiducia dei cittadini».
La richiesta al governo italiano e all’Europa è chiara: una legge continentale che imponga l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per tutti gli alimenti e una revisione profonda delle norme doganali. Una mobilitazione sostenuta dalla campagna social #nofakeinitaly, che unisce agricoltori e cittadini nella difesa del cibo autentico e dell’economia dei territori.





