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Ospedali Sotto Assedio in Calabria, il M5S Propone una Legge per la Sicurezza. Barbuto all’attacco di Occhiuto: «Basta social, servono fatti»

CROTONE – L’aggressione brutale al cardiologo Antonio Sulla, avvenuta all’ospedale di Crotone, riaccende i riflettori sulla violenza dilagante nelle corsie calabresi. In risposta, il Movimento 5 Stelle passa all’offensiva con una proposta di legge regionale per la sicurezza del personale sanitario, presentata dalla deputata Elisabetta Maria Barbuto, che lancia un duro attacco al Commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto.

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«Mentre il Commissario occupa il suo tempo a registrare video sui social», dichiara Barbuto, «le corsie degli ospedali calabresi restano zone di guerra dove medici e infermieri rischiano quotidianamente la vita». Secondo la parlamentare, la gestione sanitaria regionale è ormai troppo concentrata su una narrazione virtuale, a discapito della sicurezza reale di chi lavora in prima linea.

I dati che accompagnano la proposta di legge dipingono un quadro allarmante. In Calabria, gli infortuni dovuti a violenza e aggressioni sono passati dai 36 casi del 2021 ai 57 del 2023. Il 2024 segna un’ulteriore, drammatica escalation: nei primi mesi dell’anno si sono già registrati 49 episodi che hanno coinvolto 63 operatori. Un clima di tensione che, secondo i dati, porta oltre il 71% dei medici a sentirsi un “bersaglio” e il capro espiatorio di un sistema inefficiente.

Per contrastare questo fenomeno, la legge depositata da Barbuto mira a introdurre misure concrete e vincolanti, superando i semplici inasprimenti di pena previsti a livello nazionale. Tra i punti principali del testo figurano:

  • Prevenzione e tecnologia: Obbligo per le aziende sanitarie di adottare linee guida preventive, installare sistemi di videosorveglianza capillare e pulsanti antipanico collegati direttamente con le Forze dell’Ordine.
  • Formazione e supporto: Corsi di formazione obbligatori per il personale sulla gestione del rischio, istituzione di un servizio di supporto psicologico e garanzia di assistenza legale gratuita per le vittime.
  • Presidi di sicurezza: Protocolli d’intesa con le Forze di Polizia per assicurare presidi fissi o pattugliamenti costanti nei reparti a più alto rischio, come i pronto soccorso.
  • Responsabilità dei dirigenti: La proposta introduce sanzioni amministrative per i manager sanitari che non attueranno le misure di sicurezza previste, responsabilizzandoli direttamente sulla tutela dei propri dipendenti.

«La dignità di chi cura è il presupposto per la dignità di chi viene curato», conclude Barbuto nel suo affondo finale. «È tempo che chi guida la sanità scenda dagli schermi degli smartphone per occuparsi della realtà».

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