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Un ponte tra Albania e Arbëria: a Vuno nascerà il museo dedicato alla diaspora italo-albanese

Si è conclusa la prima, storica visita di una delegazione del Governo albanese nei paesi dell’Arbëria, le antiche comunità italo-albanesi presenti in Italia da oltre cinque secoli. Un tour di tre giorni finalizzato a gettare le basi per un ambizioso progetto: la creazione di un museo degli arbëreshë a Vuno, villaggio della riviera albanese, per celebrare e custodire la memoria di una diaspora unica al mondo.

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L’iniziativa, patrocinata dal Ministero della Cultura Albanese, mira a trasformare un legame storico in una solida cooperazione per il futuro. Il museo non sarà solo uno spazio espositivo, ma un centro vivo per preservare la lingua, le tradizioni e la cultura arbëreshe, rafforzando il legame indissolubile con la madrepatria.

A guidare la delegazione è stata Erilda Selaj, Direttrice del Centro Nazionale per le Attività Tradizionali, affiancata da Anna Madeo, Console Onorario della Repubblica d’Albania in Calabria. «È stato un incontro di grande valore, capace di trasformare una memoria condivisa in una prospettiva di futuro», ha commentato la Console Madeo, sottolineando la portata strategica della visita. «L’Arbëria non è solo memoria, ma futuro. Questa è una connessione viva tra due nazioni che scelgono di investire insieme in cultura, turismo e crescita sostenibile».

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Il team, che comprendeva anche architetti provenienti da Albania e Spagna, ha condotto un sopralluogo conoscitivo in diversi centri dell’Arbëria per studiare da vicino il patrimonio materiale e immateriale delle comunità. Ad accompagnarli, l’associazione Fili Meridiani APS con il suo presidente Ettore Bonanno, ideatore del progetto POP ARBËRESH per la narrazione contemporanea di queste realtà. «Da tempo lavoriamo per costruire reti di relazioni e di narrazioni», ha spiegato Bonanno. «Oggi l’Arbëria ha bisogno di raccontarsi in modo consapevole e credibile. Questo incontro segna l’inizio di un percorso che mette in connessione comunità, istituzioni e progettualità internazionali».

Particolarmente significativi sono stati gli incontri istituzionali. A San Demetrio Corone, la delegazione ha dialogato con gli studenti del prestigioso Collegio di Sant’Adriano, simbolo della cultura arbëresh, confrontandosi sul ruolo delle nuove generazioni come custodi dell’identità. Di grande rilievo anche il colloquio con Francesco Altimari, uno dei massimi esperti di lingua e cultura arbëreshe, e l’incontro con Papas Lanza, Vicario dell’Eparchia di Lungro.

Questa prima missione rappresenta un passo fondamentale verso la costruzione di una cooperazione duratura, che punta a valorizzare l’identità arbëresh come risorsa culturale, sociale ed economica per tutti i territori coinvolti, aprendo la strada a itinerari turistici integrati e nuove opportunità di sviluppo.