Il fiume Crati esonda ancora ai Laghi di Sibari durante la visita del capo della Protezione Civile
Una nuova piena del fiume Crati ha provocato il cedimento dell’argine sinistro ai Laghi di Sibari, allagando nuovamente i terreni circostanti proprio nel giorno della visita del capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano. L’evento si è verificato a poche ore dal sopralluogo delle istituzioni sulla Piana di Sibari, complicando ulteriormente gli sforzi di ripristino dopo i danni della settimana precedente.
L’emergenza alla foce del Crati
La crisi del fiume Crati era iniziata il 13 febbraio, quando il corso d’acqua ha rotto gli argini lungo l’intero tratto della foce a causa di un cedimento strutturale. L’evento ha colpito i comuni di Corigliano-Rossano e Cassano allo Ionio, costringendo i Vigili del Fuoco a evacuare circa 40 residenti rimasti isolati nelle proprie abitazioni circondate dal fango. Le squadre fluviali dei Comandi di Cosenza e Crotone hanno operato con mezzi anfibi, mentre è stato richiesto l’invio di un elicottero del Reparto Volo di Lamezia Terme. Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco ha segnalato circa 80 interventi in coda, dovuti principalmente a smottamenti, frane, allagamenti di garage e locali commerciali, oltre a interruzioni della rete elettrica e idrica.
La seconda ondue piene in un giorno
A distanza di una settimana, la situazione è precipitata nuovamente. Il 20 febbraio, dopo che la provincia di Cosenza aveva registrato 270 mm di pioggia cumulata in 48 ore, due onde di piena hanno colpito il Crati: una dopo le 12 e la seconda poco dopo le 16. L’argine sinistro dei Laghi di Sibari, che era in fase di ripristino, ha ceduto nuovamente, allagando di nuovo i terreni circostanti e le strade appena ripulite dal fango durante la mattinata.
L’acqua ha raggiunto un livello di 30-40 centimetri nei pressi dei Laghi di Sibari, vanificando parte dei lavori svolti nei giorni precedenti. Secondo il sindaco di Cassano allo Ionio Gianpaolo Iacobini, questo rappresentava il terzo cedimento degli argini in pochi giorni, un bilancio che avrebbe potuto scoraggiare, ma che gli amministratori hanno affrontato con determinazione.
La visita delle istituzioni
Nel medesimo giorno della nuova esondazione, il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano ha effettuato un sopralluogo sulla Piana di Sibari insieme al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. La delegazione municipale di Sibari ha ospitato una riunione operativa presieduta da Ciciliano, con la partecipazione dei sindaci di Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano. Nel pomeriggio, il sindaco Iacobini ha incontrato gli amministratori dei condomini per coordinare gli interventi di ripristino.
Evacuazioni diffuse nella provincia
Le difficili condizioni meteorologiche hanno reso necessarie evacuazioni anche in altre aree della provincia. Da venerdì 14 febbraio, a causa del maltempo e dei cicloni che hanno colpito la Calabria, diverse famiglie sono state evacuate sia nella frazione Lattughelle che ai Laghi di Sibari.
Una tecnologia prevede il disastro
In un aspetto positivo, la piattaforma Hypes (Hydro Prediction Engine System), sviluppata da Tech4You in collaborazione con l’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr e l’Università della Calabria, ha previsto con successo l’esondazione del Crati alla stazione idrometrica di Sibari con circa 24 ore di anticipo. Sebbene ancora in fase di sperimentazione prototipale, il sistema ha previsto il picco dell’onda di piena con un errore medio stimato inferiore al 10%, elaborando correttamente i dati delle precipitazioni di 80-90 mm rispetto agli accumuli superiori ai 300 mm registrati in alcune zone del bacino.
Il messaggio dei sindaci
Nonostante la frustrazione per i continui cedimenti degli argini e il vanificarsi dei lavori di ripristino, le amministrazioni locali hanno mantenuto una posizione risolutiva. Il sindaco Iacobini ha reso noto che il fiume aveva toccato il suo picco e stava iniziando la lenta ritirata, permettendo il proseguimento dei lavori di sistemazione. Per il giorno successivo era stata programmata una nuova riunione con le forze dell’ordine e la Protezione Civile per coordinare ulteriormente gli interventi.

