Il Peperoncino di Calabria è ufficialmente IGP: la svolta che accende il riscatto agricolo della regione
CATANZARO – Un sigillo europeo che profuma di riscatto, identità e terra. Il Peperoncino di Calabria ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) dall’Unione Europea. Non si tratta semplicemente di un bollino di qualità, ma di una vera e propria consacrazione per quello che, da secoli, è il simbolo indiscusso della gastronomia e della cultura calabrese nel mondo.
La notizia ha suscitato un’ondata di entusiasmo tra gli addetti ai lavori. In prima linea c’è Cristian Vocaturi, Vicepresidente Vicario Nazionale di Agrocepi e Presidente di Agrocepi Calabria, che non ha esitato a definire il traguardo come «una straordinaria conquista per l’agricoltura regionale, per le imprese della filiera agroalimentare e per l’intero sistema produttivo».
Un traguardo collettivo nato dalla tenacia
Dietro a questo successo non ci sono solo carte bollate e burocrazia comunitaria, ma anni di fatiche, visioni condivise e una sinergia che ha unito istituzioni e produttori.
«Questo è un risultato storico», spiega Vocaturi, visibilmente soddisfatto. «Premia anni di lavoro, impegno e programmazione. Il marchio IGP non è un punto d’arrivo, ma uno scudo e una rampa di lancio: uno strumento fondamentale per tutelare, valorizzare e promuovere una delle nostre eccellenze più autentiche, capace di generare ricchezza reale, occupazione e sviluppo concreto per le nostre aziende agricole».
Il leader di Agrocepi ha voluto tributare un ringraziamento speciale a Pietro Serra, presidente del Consorzio del peperoncino di Calabria IGP e vicepresidente di Rheaura OP (realtà integrata nella galassia Agrocepi). «Pietro ci ha creduto più di chiunque altro, fin dal primo giorno. È stato il vero motore e promotore di questa iniziativa; la sua determinazione incrollabile è stata la chiave per superare ogni ostacolo e tagliare questo traguardo».
La sinergia istituzionale e il ringraziamento alla Regione
Il percorso per ottenere l’IGP è stato lungo e complesso, richiedendo un forte asse politico-istituzionale. Vocaturi ha espresso profonda gratitudine verso l’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, per la costante vicinanza e il supporto operativo garantito durante tutto l’iter burocratico.
«Il mio apprezzamento va all’Assessore Gallo, alla struttura del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria e, ovviamente, a tutta la filiera: produttori, tecnici, associazioni e consorzi. Ognuno ha messo un tassello decisivo. Questa sinergia non solo rafforza la nostra identità agricola, ma proietta la Calabria con una forza commerciale inedita sui mercati nazionali e, soprattutto, internazionali».
Scudo contro il falso e volano di futuro
In un mercato globale spesso minacciato dal fenomeno dell’Italian sounding e dalle contraffazioni, il marchio IGP si configura come un’arma di difesa strategica. Agrocepi vede in questa certificazione lo strumento ideale per arginare la concorrenza sleale, blindando il legame indissolubile tra territorio, tradizione e innovazione tecnologica nei campi.
«Il Peperoncino di Calabria non è solo un ingrediente o un prodotto della terra», conclude con forza Vocaturi. «È un ambasciatore culturale. Racconta chi siamo, la nostra storia e la nostra resilienza. Da oggi, questo patrimonio immenso ha una protezione europea che garantisce chi produce con fatica e chi consuma con fiducia. È, a tutti gli effetti, una vittoria storica di tutta la Calabria».





