Spettacolo

Festival Organistico Calabrese, grande successo a Castrovillari. Ora l’IBIMUS Calabrese approda a Tropea e a Pizzo con la riscoperta della polifonia calabrese tra Sei e Settecento

CASTROVILLARI – Debutto con il vento in poppa per la seconda edizione del Festival Organistico Calabrese. La rassegna, promossa dall’Istituto di Bibliografia Musicale Calabrese (IBIMUS Calabrese) con il sostegno del Ministero della Cultura, ha inaugurato il suo cartellone registrando un caloroso successo di pubblico nella splendida cornice della Basilica Minore di San Giuliano a Castrovillari.

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Il concerto di apertura ha visto come protagonista il Maestro Claudio Brizi, che ha guidato gli ascoltatori in un raffinato itinerario sonoro intitolato Contaminazioni, ovvero lo scambio di mondi lontani come motore. Un programma strutturato in due momenti distinti e complementari: nella prima parte, Brizi ha esaltato la tavolozza timbrica del prestigioso organo Zanin (strumento che quest’anno taglia il traguardo dei venticinque anni di vita); nella seconda, l’attenzione si è spostata sul rarissimo Orgue à Célesta Mustel, un gioiello parigino del 1897 proveniente dalla collezione privata dello stesso artista. Le sonorità insolite e la straordinaria ricchezza di questo strumento d’epoca hanno letteralmente conquistato la platea.

Al termine dell’esecuzione, il pubblico ha potuto dialogare direttamente con il concertista in un partecipato momento di confronto. Sollecitato dalle domande della sala, il Maestro Brizi si è soffermato sul ruolo storico dell’organo, definendolo come la vera “voce della comunità”, un custode della memoria liturgica, civile e culturale dei territori. Il suggello alla serata è arrivato con un lunghissimo applauso, a cui l’organista ha risposto concedendo un intenso bis: una serie di variazioni sul tema della Passacaglia, eseguite proprio sull’affascinante Orgue à Célesta.

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I prossimi appuntamenti: Tropea e Pizzo nel segno del barocco locale

Archiviato il successo del debutto, i riflettori del Festival si spostano ora sulla costa tirrenica per un doppio appuntamento dedicato alla riscoperta del patrimonio polifonico regionale tra Sei e Settecento.

Sabato 26 luglio la rassegna farà tappa a Tropea, all’interno della suggestiva Cappella dei Nobili. La giornata si aprirà alle ore 18.30 con la presentazione dell’edizione critica del Primo libro dei madrigali a cinque voci di Alessandro Scialla, recente pubblicazione scientifica curata dall’IBIMUS Calabrese. All’incontro interverranno i musicologi Michele Francolino e Claudia Aristotele.

A seguire, alle ore 20.00, spazio alla musica viva con il concerto “Polifonie tropeane. Scialla e Scorpione”. L’ensemble vocale Ars Cantus Mensurabilis, accompagnato da Riccardo Pugliese all’organo positivo seicentesco della Cappella, eseguirà musiche di Alessandro Scialla e Domenico Scorpione, alternate a toccate organistiche di Gaetano Greco, illustre esponente della scuola napoletana coevo di Scorpione. L’evento offrirà la rara opportunità di ascoltare lo strumento storico della Cappella non solo in veste solistica, ma nel suo ruolo originario di sostegno al “basso continuo”.

Il weekend di studi e grande musica si concluderà domenica 27 luglio a Pizzo. Presso la Sala della Cultura del Comune, alle ore 18.30, verrà replicata la presentazione del volume sui madrigali di Scialla. Si consolida così la missione dell’IBIMUS Calabrese: unire la ricerca scientifica alla performance concertistica per restituire alla Calabria la memoria della sua straordinaria civiltà musicale.

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