Turismo

Decoro urbano, sicurezza e malamovida a Tropea: servono regole, controlli e una strategia concreta

TROPEA – Un mosaico di vicoli millenari, scogliere che sfidano il tirreno e, sullo sfondo, l’eterna scommessa della convivenza tra turismo di massa e vivibilità quotidiana. Le recenti ordinanze firmate dal Comune di Tropea per arginare il degrado e arginare la cosiddetta “malamovida” sollevano un dibattito profondo che va ben oltre la semplice burocrazia estiva.

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Sul tema prende posizione, con una riflessione articolata, il gruppo consiliare di opposizione Insieme per Tropea. La minoranza sceglie la via di un’analisi lucida, lontana da ostruzionismi sterili: «Non abbiamo mai ritenuto che fare opposizione significhi contestare ogni scelta dell’Amministrazione. Quando un provvedimento va nell’interesse della città è doveroso riconoccerlo». Camminare a torso nudo tra i palazzi nobiliari, passeggiare in costume o scalzi lontano dalla spiaggia, tollerare l’abusivismo commerciale e l’accattonaggio: per la minoranza, porre un freno a queste derive è sacrosanto. Il decoro non è un vezzo estetico. È un valore strutturale, specialmente per una perla internazionale che campa di bellezza e reputazione.

Ma qui si ferma il plauso e inizia la sfida della realtà. Le grida manzoniane non hanno mai salvato i territori.

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Un’ordinanza senza gambe rischia di rimanere un guscio vuoto. «I tropeani chiedono controlli efficaci», incalzano dall’opposizione, pretendendo una presenza costante delle forze di polizia locale che non si esaurisca con lo spegnersi dei riflettori di agosto. La cronaca recente, del resto, ha già presentato il conto. I tafferugli e le tensioni che hanno scosso la notte tra sabato e domenica scorsi sono il sintomo di un malessere più profondo, che non si cura con un semplice divieto d’asporto o un limite d’orario. Serve una strategia. Serve prevenzione.

Nel caos di quella notte, solo il tempestivo e professionale intervento dei Carabinieri ha evitato il peggio. A loro va il ringraziamento unanime del gruppo consiliare e dell’intera comunità tropeana, grata per un presidio quotidiano che spesso si trova a colmare lacune strutturali.

La sicurezza è un diritto democratico. Lo è per i residenti che pretendono il riposo, lo è per i turisti che cercano la bellezza, e lo è per gli operatori economici – albergatori, ristoratori, commercianti – che tengono in piedi l’economia locale e che non possono vedere svalutato il proprio lavoro da scene di ordinaria anarchia urbana.

Da qui, l’appello di Insieme per Tropea a superare gli steccati ideologici per il bene comune, pur mantenendo fermo il ruolo di vigilanza democratica: «Quando le decisioni sono nell’interesse della comunità non esistono maggioranza o opposizione. Continueremo a vigilare e a proporre». La sfida per il futuro di Tropea si gioca ora: trasformare decisioni emergenziali in una programmazione lungimirante capace di durare 365 giorni all’anno.

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