Lavoro

Vertenza Amaco: la priorità della Cisl resta la tutela del lavoro. Appello alle istituzioni e alla politica.

COSENZA – Un vicolo cieco che rischia di trasformarsi in un dramma sociale ed economico per l’intera area urbana. Si è conclusa nel peggiore dei modi, con un verbale di mancato accordo, la procedura di esame congiunto (prevista dall’articolo 47 della Legge 428/1990) per il trasferimento del ramo d’azienda del Trasporto Pubblico Locale (TPL) di Amaco, la storica municipalizzata cosentina ormai da tempo in regime fallimentare.

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La rottura del tavolo negoziale apre uno scenario di profonda e immediata incertezza. A lanciare l’allarme, con una nota congiunta che mescola rammarico e preoccupazione, sono i vertici sindacali di Ust Cisl Cosenza, Fit Cisl Cosenza e Fit Cisl Calabria. Per il sindacato di via Alimena, la priorità assoluta non è mai cambiata: salvaguardare l’intero bacino occupazionale. Nessun lavoratore deve essere lasciato indietro.

L’apertura del Consorzio e la spaccatura sindacale

Durante le convulse fasi della trattativa, era emersa una concreta disponibilità da parte del Consorzio Autolinee TPL. L’azienda si era detta pronta a rilevare l’intero pacchetto di 108 dipendenti, garantendo l’applicazione del CCNL Autoferrotranvieri e blindando le tutele economiche e normative pregresse. Una soluzione che, per la Cisl, rappresentava il traguardo ideale: evitare spacchettamenti o discriminazioni del personale, offrendo una sponda sicura a tutte le famiglie coinvolte.

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“Dopo aver consultato i nostri iscritti,” spiegano i rappresentanti della Fit Cisl, “abbiamo ritenuto che questa disponibilità andasse verificata e percorsa fino in fondo. Quando c’è in gioco il pane di oltre cento famiglie, tentare ogni strada non è un’opzione, è un dovere morale.”

Tuttavia, il fronte sindacale si è spaccato. Le altre sigle presenti al tavolo hanno espresso valutazioni diametralmente opposte, decidendo di non proseguire il confronto e di non firmare l’accordo. Una scelta che la Cisl dichiara di rispettare, ma che non condivide affatto. Il pragmatismo negoziale, secondo la Fit, avrebbe dovuto prevalere sulle rigidità ideologiche, specialmente di fronte alla prospettiva reale di salvare l’intero organico.

Il naufragio della trattativa e il ruolo della curatela

Il rifiuto della maggioranza delle sigle sindacali ha prodotto un effetto domino immediato e letale per l’operazione. Sotto il profilo strettamente giuridico, il solo assenso della Fit Cisl non è stato ritenuto sufficiente a blindare la procedura ex art. 47. Di conseguenza, il Consorzio Autolinee ha ritirato formalmente la propria offerta di acquisto del ramo d’azienda.

La palla passa ora, inevitabilmente, nelle mani della curatela fallimentare, che dovrà relazionare al magistrato competente e avviare le procedure previste dalla legge in caso di fallimento senza acquirenti. Il rischio dello spettro del licenziamento collettivo per i 108 dipendenti si fa ora drammaticamente vicino.

L’appello: “Ora serve responsabilità, la politica si svegli”

“Non è più il tempo delle bandierine o delle contrapposizioni interne,” ammoniscono Ust Cisl Cosenza, Fit Cisl Cosenza e Fit Cisl Calabria. “È il tempo della responsabilità. Chi rappresenta il lavoro deve dire la verità: noi abbiamo voluto guardare in faccia la realtà e percorrere l’unico spiraglio concreto che avevamo.”

La battaglia, assicurano dal sindacato, non finisce qui. Nonostante il durissimo colpo inferto alla trattativa, la Cisl promette di continuare a presidiare ogni tavolo istituzionale e sindacale per limitare i danni di una crisi che rischia di essere irreversibile. Il collasso di Amaco non è solo una tragedia occupazionale, ma rappresenta anche un colpo mortale alla mobilità dei cittadini di Cosenza, già fortemente penalizzati da un servizio di trasporto pubblico ridotto ai minimi termini.

L’appello finale è rivolto, senza mezzi termini, alla politica locale e regionale. Serve un intervento immediato, autorevole e straordinario per rimettere in piedi una trattativa ormai deragliata e trovare una via d’uscita che garantisca, al contempo, il diritto al lavoro e il diritto alla mobilità dei cittadini cosentini.

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