LifestyleSociale

Catanzaro, la svolta arcobaleno: in migliaia al primo storico Pride. Carpanzano: «Da oggi nessuno è più solo»

Una marea di colori e diritti ha invaso il quartiere marinaro del capoluogo calabrese. Il portavoce della manifestazione traccia il bilancio di una giornata epocale: «Abbiamo fatto la storia, ora il cammino continua nelle scuole e nella società».

Pubblicità
Pubblicità

CATANZARO – Il vento del cambiamento, a Catanzaro, ha i colori dell’arcobaleno. Sabato scorso, il quartiere marinaro si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto di libertà, inclusione e condivisione, ospitando il primo, storico Catanzaro Pride. Una manifestazione che ha superato ogni aspettativa della vigilia, riunendo migliaia di persone di ogni generazione, sensibilità ed estrazione in un corteo pacifico, gioioso e profondamente determinato.

Non si è trattato solo di una sfilata, ma di un momento di profonda rivendicazione politica e sociale. Tra bandiere, musica e slogan, la comunità LGBTQIA+ calabrese – affiancata da famiglie, giovani, associazioni e istituzioni – ha preso parola per chiedere uguaglianza e rispetto, restituendo l’immagine di un territorio vivo e pronto a superare vecchi pregiudizi.

Pubblicità

«Abbiamo fatto la storia della Calabria»

A farsi portavoce dell’entusiasmo e della commozione degli organizzatori è Giovanni Carpanzano, presidente di ArciEQuA e portavoce del Catanzaro Pride:

«Abbiamo fatto la storia di Catanzaro e della Calabria. Non è una formula retorica, ma la consapevolezza di aver costruito qualcosa che prima semplicemente non c’era, e che da oggi appartiene a tutta la comunità. La città ha risposto in modo straordinario, composto e trasversale. Vedere famiglie, giovani e anziani camminare insieme, senza paura, è la vittoria più grande».

Il corteo ha preso il via da piazza Anita Garibaldi per poi snodarsi lungo corso di Marina, via Murano e il lungomare Stefano Pugliese, concludendosi nella cornice dell’ex area Teti. A scandire il ritmo della parata, tre carri festosi e il suggestivo “Trenino delle Famiglie Arcobaleno”, alternati a momenti di silenzio e ascolto dedicati alle testimonianze di chi, ancora oggi, vive sulla propria pelle il peso dell’esclusione.

Un’alleanza trasversale per i diritti

La riuscita dell’evento è il coronamento di un lungo percorso – battezzato Road to Pride – che ha saputo fare rete tra diverse realtà del territorio. Accanto alle associazioni LGBTQIA+ hanno sfilato sigle sindacali, movimenti politici, realtà culturali e rappresentanti dell’Amministrazione comunale, presenti con diversi esponenti della Giunta e del Consiglio.

«La presenza delle istituzioni e di così tante realtà civili è fondamentale», ha sottolineato Carpanzano. «I diritti non sono una questione privata o di nicchia, ma definiscono la qualità democratica di una società. Nessuno perde qualcosa quando un altro cittadino conquista un diritto: è l’intera comunità a diventare più libera e sicura».

La manifestazione ha voluto abbattere ogni barriera, anche comunicativa: sul palco dell’ex area Teti, gli interventi politici e le rivendicazioni sono stati interamente tradotti nella Lingua dei Segni Italiana (LIS). A seguire, la festa si è accesa con una line-up artistica di rilievo che ha visto alternarsi sul palco nomi del calibro di BigMama, Karma B, Antheal, Dasko, Chicco Colella, la House delle Dreamgirlz, Vera Dragone, Gioman, Killacat, Eman e Simonetta Musitano, prima di lasciare spazio ai dj set conclusivi.

Il giorno dopo: il cammino è appena iniziato

Nonostante l’entusiasmo per il successo del debutto, gli organizzatori tengono i piedi ben saldi a terra. Il Pride non viene vissuto come un traguardo isolato, ma come l’inizio di una nuova stagione di impegno sul territorio calabrese.

«Il Pride non si esaurisce quando si spengono i riflettori del palco», conclude Carpanzano. «Da oggi inizia la parte più importante del nostro lavoro. Continueremo a entrare nelle scuole, nei luoghi di lavoro e negli spazi sociali. La visibilità conquistata in questa giornata deve trasformarsi in tutele quotidiane e in un cambiamento culturale profondo. Catanzaro ha dimostrato di essere pronta: ora non si torna più indietro».

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità