Sanità d’eccellenza: l’Istituto S. Anna celebra trent’anni di storia e guarda al futuro della riabilitazione
Nella suggestiva cornice di Borgo Saverona a Cirò Marina, istituzioni, accademici e scienziati a confronto sulle nuove frontiere della neuroriabilitazione e della robotica medica.
di Redazione
CIRÒ MARINA (Crotone) – Trent’anni di storie, di ricerca scientifica e, soprattutto, di vite restituite alla quotidianità. L’Istituto S. Anna ha celebrato il suo trentesimo anniversario con un prestigioso evento a Borgo Saverona, nel Crotonese, trasformando la ricorrenza in un momento di profonda riflessione sulle nuove frontiere della medicina riabilitativa. L’incontro ha riunito il gotha della sanità, della ricerca e delle istituzioni per fare il punto su un’eccellenza del Mezzogiorno capace di invertire i flussi della migrazione sanitaria.

All’evento hanno preso parte autorevoli rappresentanti del mondo scientifico e accademico, oltre a figure chiave delle istituzioni locali. Tra i presenti, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, il vicesindaco Sandro Cretella, il Magnifico Rettore dell’Università Magna Græcia di Catanzaro Giovanni Cuda e il presidente dell’Ordine dei Medici di Crotone Enrico Ciliberto, a testimonianza del profondo legame tra l’istituto e il territorio.
Dalla scuola di sostegno al polo tecnologico: una storia calabrese
Il trentennale è stato l’occasione per ripercorrere le tappe di un’avventura imprenditoriale e sociale nata nel lontano 1972. Tutto ebbe inizio dall’intuizione dell’avvocato crotonese Ezio Pugliese e della moglie Maria Arena, che fondarono una scuola di supporto per ragazzi in difficoltà. Quel seme di solidarietà è germogliato nel 1996 quando il dottor Giovanni Pugliese e la dottoressa Pina Pirozzi, sotto la guida scientifica del professor Giuliano Dolce, diedero vita alla clinica specializzata in neuroriabilitazione.
Oggi, sotto la guida dell’Amministratore Unico Giovanni Pugliese, del Direttore Generale Pina Pirozzi e della dottoressa Maria Elena Pugliese, l’Istituto S. Anna è una realtà consolidata su due sedi, un punto di riferimento extra-regionale che coniuga l’alta specializzazione clinica all’avanguardia tecnologica.
Il “continuum terapeutico” e la rivoluzione della telemedicina
Il cuore del convegno scientifico ha svelato i pilastri del modello clinico dell’Istituto, illustrati dalle responsabili delle unità operative, le dottoresse Lucia F. Lucca, Maria Quintieri e Maria G. Raso. Al centro del dibattito il concetto di Continuum Terapeutico: un percorso personalizzato che accompagna il paziente dalla fase acuta fino al reinserimento sociale. Un modello che oggi valica le mura della clinica grazie a progetti pionieristici come Oberon, un servizio di assistenza domiciliare di terzo livello basato sulla telemedicina, il cui valore tecnologico e assistenziale è stato analizzato nel dettaglio dal professor Alberto Pilotto.
Robotica e integrazione: le tavole rotonde
Il dibattito è entrato nel vivo con due tavole rotonde che hanno delineato la sanità del futuro. La prima, moderata dal professor Mauro Zampolini, si è focalizzata sulla necessaria sinergia tra ospedale e territorio, ospitando i contributi di illustri clinici e accademici (Luciani, De Tanti, Pistarini, Formisano, Mazzucchi, Zylberman, Tonin e Lucca).
La seconda sessione, coordinata dal professor Antonio Ammendolia, ha invece esplorato l’universo della robotica e delle tecnologie assistive applicate alla cura della persona, con gli interventi degli esperti Boldrini, Posteraro, Borboni, Veltri e dell’ingegner Pignolo. Strumenti avanzati che non sostituiscono il fattore umano, ma lo potenziano.
Le nuove prospettive della ricerca
La sessione scientifica è stata coronata dalla lectio del professor Pierluigi Nicotera, che ha tracciato lo stato dell’arte e le prospettive future nella lotta alle patologie neurodegenerative. Dal simposio è emerso un messaggio chiaro: il Sud Italia può essere protagonista della grande ricerca scientifica, dimostrando che l’innovazione tecnologica raggiunge il suo massimo valore solo quando si traduce in un reale miglioramento della qualità della vita del paziente.
Una festa per il territorio
Conclusa la parte congressuale, le celebrazioni si sono spostate sul piano della convivialità. La serata è culminata in una cena di gala a Borgo Saverona, dove dipendenti, collaboratori e ospiti hanno festeggiato il traguardo dei trent’anni tra le eccellenze della gastronomia calabrese e la musica dal vivo di noti artisti locali, suggellando un anniversario che unisce il rigore della scienza al calore della comunità.





