Caso Fincalabra-MPS, tempesta sulla Regione. L’opposizione presenta un’interrogazione urgente: «Operazione da 300 milioni ad alto rischio»
Sotto la lente la quota dello 0,93% acquistata nella banca toscana dalla finanziaria regionale. La consigliera pentastellata Barbuto guida il fronte delle minoranze: «Inaccettabile per una società con 8 milioni di patrimonio. Occhiuto chiarisca subito la provenienza dei fondi».
CATANZARO – Un’operazione finanziaria da quasi 300 milioni di euro fuori dai confini regionali, mentre l’ente in house che l’ha eseguita conta su un patrimonio netto di appena 8 milioni. È un vero e proprio terremoto politico quello che si sta abbattendo sulla Cittadella regionale di Catanzaro a seguito delle recenti indiscrezioni emerse sulla stampa economica nazionale e sui report internazionali.
Nel mirino c’è Fincalabra S.p.A., la società pubblica nata con la missione di sostenere il tessuto produttivo e le piccole e medie imprese calabresi, che risulterebbe oggi titolare dello 0,93% del capitale di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS). Un pacchetto azionario di peso, rastrellato negli ultimi mesi proprio mentre si accendeva il risiko bancario nazionale attorno al lancio dell’Opas di Intesa Sanpaolo e alla vigilia di un’assemblea dei soci strategica per l’istituto senese.
L’affondo dell’opposizione
Di fronte a numeri ritenuti «anomali e privi di qualsiasi razionale economico», l’opposizione in Consiglio regionale ha deciso di erigere un muro compatto. A guidare l’offensiva è la consigliera del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, prima firmataria di un’interrogazione a risposta urgente indirizzata direttamente al Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto. L’atto ispettivo reca la firma di tutti i rappresentanti della minoranza: Barbuto, Scutella, Bruno, Alecci, Ranuccio, Falcomatà, Madeo, Greco, De Cicco e Laghi.
«Ci troviamo di fronte a uno scenario a dir poco sconcertante», attacca Barbuto senza usare mezzi termini. «Al 31 dicembre 2025 Fincalabra registrava a bilancio un patrimonio netto di 8 milioni e immobilizzazioni finanziarie per circa 26 milioni. Come si può giustificare un’esposizione sproporzionata e speculativa da 300 milioni? La missione di questa finanziaria è aiutare lo sviluppo della Calabria, non giocare in borsa nelle partite del credito nazionale».
L’esponente M5S evidenzia inoltre come la mossa si inserisca nel solco di legami già consolidati tra l’istituto toscano e l’ente regionale, ricordando come MPS abbia assunto nel 2023 il ruolo di tesoriere del Consiglio Regionale.
I punti oscuri e le richieste a Occhiuto
L’interrogazione punta a fare piena luce su due aspetti cruciali: le motivazioni strategiche dell’operazione e, soprattutto, l’origine esatta delle risorse impiegate. Il timore delle forze di minoranza è che l’impegno finanziario verso Siena possa aver sottratto fondi vitali destinati originariamente al credito e alla crescita delle aziende calabresi.
«La Calabria non può permettersi che risorse strategiche vengano dirottate su operazioni ad alto rischio che nulla hanno a che fare con la crescita della nostra terra», conclude Elisabetta Barbuto. «Il Presidente Occhiuto e i vertici di Fincalabra hanno l’obbligo morale e politico di spiegare immediatamente ai cittadini da dove arrivino questi soldi e chi abbia autorizzato una scelta così spericolata. Difenderemo fino in fondo la trasparenza e il corretto utilizzo del denaro pubblico».
La palla passa ora al Governatore Occhiuto, da cui si attendono chiarimenti ufficiali per dissipare le ombre su una delle vicende finanziarie più controverse degli ultimi anni in regione.



