Revocato l’appalto al patrimonio culturale: a San Giovanni in Fiore è scontro aperto sulla chiusura dei musei
L’opposizione attacca dopo l’annullamento dell’affidamento alla società Innovative Consulting: «Pagine vergognose, sette giovani senza lavoro per vendetta politica. A rischio servizi culturali e turismo».
SAN GIOVANNI IN FIORE — Divampa la protesta politica a San Giovanni in Fiore a seguito della recente determinazione comunale del 27 ottobre, con cui l’Amministrazione guidata dal sindaco Barile ha revocato l’affidamento alla società Innovative Consulting, assegnato lo scorso primo aprile per la gestione e l’accoglienza del Museo demologico e dei Cunicoli badiali. Una scelta che ha provocato l’immediata reazione dei capigruppo di opposizione in Consiglio comunale, i quali parlano aperto di un atto dai risvolti sociali e culturali gravissimi.
L’accusa della minoranza: «Uso personale del potere»
In una nota congiunta, i rappresentanti della minoranza consiliare hanno espresso una dura condanna verso il provvedimento: «Si tratta di una pagina vergognosa per la nostra città, un atto che colpisce direttamente il lavoro, la cultura e il turismo. Barile dimostra ancora una volta di considerare il Municipio come una proprietà personale e il potere come un privilegio per decidere arbitrariamente chi assumere e chi cacciare».
Secondo l’opposizione, la decisione era nell’aria: «Il sindaco aveva già preannunciato in aula la volontà di estromettere la società. Oggi quella minaccia si è concretizzata attraverso la montatura di una fantomatica difficoltà economica dell’Ente. Non sussiste alcun motivo tecnico o finanziario per revocare un affidamento già coperto da fondi. Ci chiediamo chi garantirà ora i servizi e, soprattutto, perché sacrificare sette giovani che avevano scelto di restare e investire nel proprio territorio». Un affondo viene rivolto anche agli alleati di maggioranza: «Nel frattempo, i comunisti che sostengono Barile restano a guardare in totale silenzio».
Scadenza di tre giorni per la consegna dei locali: pronta la battaglia legale
La contesa rischia ora di spostarsi nelle aule giudiziarie. La Innovative Consulting ha già contestato formalmente la revoca, riservandosi di agire per vie legali per la tutela dei propri diritti e il risarcimento dei danni. Contestati anche i tempi strettissimi imposti dal Comune, che ha intimato la restituzione delle chiavi e lo sgombero dei locali entro tre giorni, pena l’immissione coattiva nel possesso.
«Barile rischia di scaricare sui cittadini il peso economico di un nuovo contenzioso», avvertono i capigruppo di minoranza. «Questo modo di amministrare mortifica i lavoratori, interrompe servizi essenziali per la valorizzazione del patrimonio e espone l’Ente a gravi rischi finanziari. La città perde opportunità mentre il sindaco si occupa di regolare i conti politici».
La richiesta di ritiro del provvedimento
L’opposizione conclude chiedendo un passo indietro immediato: «San Giovanni in Fiore ha un disperato bisogno di occupazione, cultura e sviluppo turistico. L’Amministrazione sceglie invece di sbarrare le porte dei beni culturali e di spingere i giovani all’emigrazione. Chiediamo il ritiro immediato della revoca, il ripristino dei servizi e che il sindaco riferisca pubblicamente di fronte alla cittadinanza sulle conseguenze di questa decisione».



