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Politica

La Consigliera regionale Succurro propone legge per rilanciare gli ospedali montani: 78 milioni per Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli

La consigliera regionale della Calabria Rosaria Succurro (Occhiuto Presidente) ha scritto una proposta di legge regionale per potenziare l’assistenza ospedaliera nelle aree montane, con particolare riferimento alla riorganizzazione e al pieno rilancio dei presìdi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli

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Catanzaro — Una proposta di legge regionale a firma della consigliera Rosaria Succurro mira a ribaltare il processo di smantellamento degli ospedali montani in Calabria avviato con il Piano di rientro dai disavanzi sanitari del 2009-2010. L’obiettivo dichiarato è riportare sui territori montani cure tempestive e strutturate, evitando che la distanza diventi barriera per oltre 100mila cittadini delle aree interne.

Il provvedimento introduce la nuova qualifica di “Ospedale di area montana qualificato” e fissa dotazioni minime obbligatorie per i presìdi indicati: Chirurgia generale con terapia intensiva post-operatoria, Cardiologia con Utic e cardiologia interventistica, Pronto soccorso operativo 24 ore su 24, Radiologia e laboratorio analisi h24, Anestesia e Rianimazione, Medicina interna e, dove necessario, Ostetricia-Ginecologia con punto nascita.

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La normativa punta inoltre a limitare i trasferimenti verso centri hub e spoke ai soli casi clinicamente necessari, stabilendo che la gestione delle emergenze-urgenze e delle patologie tempo-dipendenti avvenga prevalentemente sul posto. L’intento è evitare che il trasferimento diventi prassi sostitutiva di prestazioni che potrebbero essere erogate localmente.

Ampio spazio è riservato al fattore personale: il testo prevede numeri minimi vincolanti per medici e infermieri e misure di incentivazione per chi scelga di lavorare negli ospedali montani. Sono previsti inoltre accordi con università e scuole di specializzazione per favorire formazione, rotazioni cliniche e stabilità professionale.

Sul piano finanziario la proposta istituisce un Fondo regionale dedicato agli ospedali di area montana qualificati, con una dotazione complessiva di 78 milioni di euro nel primo triennio. Le risorse sarebbero destinate a interventi strutturali, dotazioni tecnologiche e al rafforzamento degli organici.

“Le comunità che vivono nelle aree montane della Calabria — afferma Succurro — hanno diritto a un’assistenza ospedaliera efficace e completa. Il principio da seguire è che il paziente va curato sul posto, salvo i casi che richiedono prestazioni ultra-specialistiche non erogabili localmente”. La consigliera richiama anche i fatti tragici che, secondo lei, hanno evidenziato come il fattore tempo e la prossimità delle cure possano determinare la differenza tra la vita e la morte.

Già sindaca di San Giovanni in Fiore e già vicepresidente di Uncem Calabria, Succurro sottolinea il legame fra esperienza amministrativa e impegno per le aree interne: “Conosco da vicino i bisogni delle comunità montane. Sostenere questi territori significa partire anzitutto dall’assistenza sanitaria, che è il primo presidio di dignità e sicurezza”.

La proposta di legge sarà presto depositata e discussa in Consiglio regionale: dal suo esito dipenderà il rilancio operativo dei presìdi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli e, più in generale, la strategia calabrese per tutelare la salute nelle aree montane.