Crotone quartiere Papanice al limite: giovedì l’assemblea pubblica per rompere il silenzio su acqua, roghi e fognature
CROTONE – Una polveriera di disagi, ora a un passo dal collasso. Il quartiere Papanice, gigante demografico e territoriale del comune di Crotone, non vuole più subire in silenzio. Giovedì 16 luglio, alle ore 19:00, le luci si accenderanno nel Giardino delle Suore: l’Associazione Cittadini Liberi ha chiamato a raccolta la popolazione per un’assemblea pubblica che si preannuncia infuocata. Al centro del dibattito, una mappa di criticità storiche e recenti emergenze che minacciano la sicurezza e la dignità dei residenti.
I rubinetti a secco non sono più solo un fastidio quotidiano. Sono un pericolo. A Papanice l’erogazione idrica è un terno al lotto: turni imprevedibili, comunicazioni tardive o inesistenti, famiglie e commercianti costretti a un’acrobazia logistica costante. Ma il vero punto di rottura si è consumato durante l’ultimo, devastante incendio che ha lambito le case. Lì, l’emergenza si è tinta di paradosso. I Vigili del Fuoco, nel tentativo disperato di domare le fiamme, si sono scontrati con l’assenza d’acqua, costretti a rifornirsi persino da cisterne private messe a disposizione dai residenti. Una scena surreale. Da qui, l’urgenza assoluta: quanti idranti funzionano davvero sul territorio? C’è una rete antincendio attiva?
Il fuoco, però, lascia ferite invisibili che si presenteranno al primo autunno. Le fiamme hanno divorato la vegetazione perimetrale della frazione, cancellando quel reticolo di radici che tiene in piedi i terreni scoscesi. Senza alberi, la terra trema. Il rischio di frane, smottamenti ed erosioni alle prime piogge è concreto, quasi matematico. Cittadini Liberi chiede a gran voce sopralluoghi geologici immediati e interventi di consolidamento preventivo. Aspettare il disastro per poi piangere l’ennesima emergenza annunciata non è più un’opzione tollerabile.
E poi c’è l’ombra invisibile del deficit infrastrutturale: le fogne. Papanice, nonostante le sue dimensioni, resta incredibilmente scollegata dal depuratore centrale di Crotone. Gli scarichi finiscono nei terreni limitrofi. Una ferita aperta che solleva interrogativi pesantissimi sulla salubrità ambientale, sulla salute pubblica e sul rispetto basilare per chi vive in questa terra.
Non si parla di disservizi isolati, ma di un sistema al collasso. Durante l’assemblea di giovedì verranno messi sul tavolo punti precisi, senza sconti per nessuno:
- Cronoprogramma e investimenti per una rete idrica finalmente regolare;
- Protocolli di comunicazione preventiva per i distacchi programmati;
- Censimento e collaudo di tutti gli idranti della frazione;
- Messa in sicurezza immediata dei versanti collinari bruciati;
- Progetto e fondi per l’allacciamento fognario al depuratore;
- Chiarezza sulle responsabilità politiche e gestionali dei vari enti.
L’incontro sarà uno spazio aperto a cittadini, commercianti e associazioni. Le denunce e le testimonianze raccolte non rimarranno parole al vento: saranno formalizzate in un documento ufficiale da recapitare alle istituzioni, propedeutico a un successivo confronto pubblico in cui si pretenderanno scadenze certe e verificabili.
«Questa non è una manifestazione contro chi ha votato l’attuale Amministrazione e non è una battaglia di schieramento», tengono a precisare con forza i portavoce di Cittadini Liberi. «L’acqua, gli incendi, il rischio idrogeologico e le fogne non hanno colore politico. Riguardano ogni singola famiglia di Papanice. Partecipare significa pretendere rispetto. Significa, una volta per tutte, impedire che il nostro futuro continui a essere rinviato».





