Cronaca

Polizia di Stato, incendiarono lo scooter di un avvocato e danneggiarono la sua abitazione: due arresti a Catanzaro

CATANZARO – Svolta nelle indagini sul grave atto intimidatorio perpetrato lo scorso giugno ai danni di un noto legale del capoluogo calabrese. Nelle scorse ore, gli agenti della Polizia di Stato della Questura di Catanzaro hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, ritenute responsabili del raid incendiario che ha scosso la comunità locale.

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Il provvedimento restrittivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Procura della Repubblica, giunge al termine di una serrata attività investigativa.

La ricostruzione del raid

I fatti risalgono alla notte del 12 giugno 2026. Secondo l’impianto accusatorio, i due indagati avrebbero agito in concorso per distruggere lo scooter di proprietà dell’avvocato, parcheggiato nei pressi della sua residenza. Le fiamme, propagatesi rapidamente dal ciclomotore, non solo hanno ridotto il mezzo a un ammasso di lamiere, ma hanno anche lambito e gravemente danneggiato le mura esterne dell’abitazione del professionista, generando momenti di forte apprensione.

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Le indagini della Squadra Mobile

La risposta dello Stato è stata tempestiva. Le indagini, coordinate passo dopo passo dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, sono state affidate agli uomini della Squadra Mobile. I detective sono riusciti a chiudere il cerchio attorno ai presunti responsabili grazie a un minuzioso lavoro di analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona. Incrociando i fotogrammi e ricostruendo i movimenti dei sospettati prima e dopo il rogo, gli inquirenti hanno raccolto un quadro indiziario solido, giudicato pienamente attendibile dal G.I.P. per l’emissione della misura di massima custodia.

Il principio di presunzione di innocenza

Come previsto dalle garanzie costituzionali e ricordato dalle stesse autorità inquirenti, il provvedimento cautelare eseguito si colloca tuttora all’interno della fase delle indagini preliminari. Pertanto, per i due arrestati vale il principio di presunzione di innocenza: la loro colpevolezza dovrà essere accertata e confermata solo da una sentenza definitiva di condanna.

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