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Anziani nel mirino, Crotone risponde: al via il progetto “Non ci casco” per prevenire le truffe

CROTONE – Un patto istituzionale per creare un argine contro l’odioso fenomeno delle truffe agli anziani. È stato approvato il 26 marzo, durante il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, il progetto “Non ci casco”, presentato dal Comune di Crotone per formare e proteggere la popolazione over-65 dai raggiri.

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L’incontro, presieduto dal Prefetto Franca Ferraro, ha visto la partecipazione dei vertici delle Forze dell’Ordine provinciali: il Questore Renato Panvino, il Comandante dei Carabinieri Raffaele Giovinazzo e il Comandante della Guardia di Finanza Pierfrancesco Bertini. A suggellare l’impegno congiunto, il Prefetto e il Sindaco Vincenzo Voce hanno firmato un Atto aggiuntivo al Patto per l’attuazione della sicurezza urbana.

Formazione e informazione: le armi contro i raggiri

L’iniziativa, finanziata dal Fondo Unico di Giustizia del Ministero dell’Interno, si basa su un approccio multidisciplinare. Prevede un ciclo di incontri formativi rivolti ai cittadini over-65, tenuti da personale qualificato con il supporto delle Forze di Polizia. Le sessioni affronteranno il fenomeno sotto ogni aspetto – normativo, psicologico ed educativo – analizzando le principali tipologie di truffa, da quelle tradizionali come i falsi tecnici e le vendite porta a porta, a quelle digitali, tra cui phishing e SMS ingannevoli.

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Un progetto capillare per una sicurezza diffusa

“Non ci casco” non si limiterà alla formazione in aula. Il progetto prevede la distribuzione di 100 kit informativi cartacei, contenenti un vademecum di facile consultazione e un elenco di contatti utili per segnalare tentativi di truffa. Parallelamente, verrà lanciata una campagna informativa multicanale attraverso i canali social e istituzionali, con l’obiettivo di sensibilizzare l’intera comunità locale.

L’obiettivo a lungo termine è quello di creare una rete locale di supporto stabile, attivando sportelli informativi anti-truffa e formando un gruppo di anziani “ambasciatori” che possano diffondere le buone pratiche di autoprotezione all’interno delle proprie reti sociali.

Questa iniziativa si affianca alle attività di prevenzione già messe in campo dalle Forze di Polizia, inserendosi in una strategia di sicurezza integrata volta a rafforzare la protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione.

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