VIDEO – “Scam City”, smantellata da Crotone la centrale delle truffe online: 10 arresti e sequestri di lusso
L’organizzazione criminale, con base nel crotonese, colpiva in tutta Italia con annunci fittizi. Tra i beni sequestrati Rolex, Tesla, immobili e opere d’arte. Gli indagati sono 31, alcuni risultavano nullatenenti o percettori di reddito di inclusione.
CROTONE – Dalle auto di lusso ai trattori agricoli, dalle piscine al pellet. Pubblicavano annunci-civetta su internet per beni che non hanno mai posseduto, inducendo le vittime a versare acconti o l’intero importo per poi sparire nel nulla. Un impero criminale basato su una fitta rete di truffe online, battezzato “Scam City”, è stato smantellato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, che hanno eseguito 10 misure cautelari (5 in carcere e 5 con obbligo di firma) e sequestrato un patrimonio illecito di enorme valore.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, ha portato alla luce un’associazione per delinquere che, secondo gli inquirenti, aveva messo in piedi un meccanismo seriale e sofisticato per truffare cittadini in tutto il territorio nazionale. Complessivamente, sono 31 le persone indagate.
Il metodo: annunci civetta e identità clonate
Il sistema era collaudato. L’organizzazione creava annunci fittizi su marketplace e siti specializzati, spesso sfruttando il nome e i dati di aziende reali, completamente ignare, per apparire credibile. Per rendere l’offerta irresistibile, giustificavano i prezzi stracciati sostenendo che i beni provenissero da aste giudiziarie.
Una volta agganciata la vittima, entrava in gioco una squadra di “venditori” specializzati nel convincere l’acquirente a versare un anticipo del 50% su conti correnti o carte intestate a prestanome, i cosiddetti “money mule”. In molti casi, con la promessa di una consegna più rapida, riuscivano a farsi saldare l’intero importo. La merce, ovviamente, non arrivava mai a destinazione.
Vittime fragili e finte divise
L’organizzazione non si faceva scrupoli, prendendo di mira anche persone anziane, soggetti fragili, disabili e persino organizzazioni onlus. In alcune circostanze, per apparire più autorevoli, gli indagati si spacciavano per appartenenti alle Forze dell’Ordine o proponevano l’acquisto di minicar elettriche con IVA agevolata al 4% per i titolari della legge 104.
Riciclaggio di lusso: dai Rolex alle criptovalute
Il denaro incassato veniva immediatamente “ripulito”. Con una rapidità impressionante, le somme venivano trasferite, prelevate in contanti e reinvestite per ostacolarne la tracciabilità. I proventi finivano in conti gioco, trading online, criptovalute, ma soprattutto nell’acquisto di beni di lusso.
Il sequestro disposto dal G.I.P. ha rivelato uno stile di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati da alcuni indagati, che risultavano formalmente nullatenenti o percettori del reddito di inclusione. Sotto sigilli sono finiti:
- Orologi Rolex di lusso (modelli Datejust, Submariner, Daytona e altri).
- Automobili tra cui una Tesla Model Y, un Range Rover Evoque e un’Alfa Romeo Stelvio.
- Cinque immobili, quote di una società di e-commerce, opere d’arte e numerosi conti correnti.
Un’indagine tra reale e virtuale
Gli investigatori, coordinati dal Procuratore Domenico Guarascio, hanno ricostruito la rete criminale attraverso un’indagine complessa che ha unito tecniche tradizionali (pedinamenti e intercettazioni) a strumenti di cyber-patrolling. L’analisi delle chat, dei filmati degli sportelli ATM e dei flussi finanziari ha permesso di collegare 125 truffe denunciate in tutta Italia, da nord a sud, e di risalire ai vertici dell’organizzazione.





