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Ponte sullo Stretto, via libera definitivo dalla Camera. Ma i fondi slittano e il futuro resta incerto

ROMA – La Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo al “decreto Ponte”, convertendo in legge il provvedimento che mira ad accelerare la realizzazione di numerose opere infrastrutturali strategiche per il Paese. Il testo è stato approvato con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astenuti, un esito che fa seguito al voto di fiducia incassato dal governo il giorno precedente.

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Al centro del decreto, come suggerisce il nome, c’è la prosecuzione dell’iter per la costruzione del Ponte che collegherà la Sicilia e la Calabria. Tuttavia, il provvedimento ha un respiro ben più ampio e interviene su altri dossier cruciali per la rete infrastrutturale italiana. Tra le opere interessate figurano il MOSE di Venezia, la nuova diga foranea di Genova, la messa in sicurezza del traforo del Gran Sasso e il potenziamento delle autostrade A24 e A25. Il decreto prevede inoltre un’accelerazione per i lavori della linea C della metropolitana di Roma e la nomina di commissari per le opere necessarie in vista dei campionati europei di calcio Uefa 2032.

Nonostante l’approvazione, il percorso per il Ponte sullo Stretto si presenta tutt’altro che in discesa. Il testo introduce nuove procedure per superare i rilievi sollevati in passato dalla Corte dei Conti, cambiando di fatto la governance del progetto. Sarà il Ministero dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, a diventare il soggetto attuatore principale, dialogando direttamente con la Commissione Europea e sostituendo la figura del “supercommissario” criticata dai giudici contabili. Questo nuovo iter, che prevede una serie di passaggi approvativi prima di un nuovo controllo di legittimità della Corte, evita la necessità di una nuova gara d’appalto ma allunga inevitabilmente i tempi.

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Il nodo più critico, però, riguarda i finanziamenti e il calendario. I fondi destinati all’opera sono stati infatti riprogrammati, slittando dal periodo 2026-2029 al 2030-2034. Un rinvio significativo che introduce un pesante fattore di incertezza politica: il futuro del Ponte dipenderà in larga misura dall’esito delle elezioni politiche del 2027. Un’eventuale vittoria del centrosinistra, storicamente contrario all’opera, ne decreterebbe con ogni probabilità lo stop definitivo.

Anche nello scenario più favorevole, con la conferma dell’attuale maggioranza, i tempi di realizzazione si estendono ben oltre la prossima legislatura. Con un completamento previsto non prima del 2032 e una copertura finanziaria che si spinge fino al 2034, il Ponte sullo Stretto rimane un progetto a lunghissimo termine, il cui destino è ancora legato a troppe variabili politiche ed economiche.

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