Cultura

TFA Sostegno, gli atenei calabresi chiedono la conferma dei posti: “Una scelta per il futuro della scuola”

CATANZARO – Le università calabresi fanno fronte comune e chiedono al Ministero di confermare il numero di posti per il prossimo ciclo di specializzazione per il sostegno, andando contro le indicazioni restrittive arrivate da Roma. È questa la decisione chiave emersa dalla riunione del Comitato Regionale Universitario di Coordinamento della Calabria (CoRUC), presieduto dal professor Giuseppe Zimbalatti.

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Sul tavolo c’era la programmazione dell’XI ciclo dei percorsi di specializzazione per gli insegnanti di sostegno (TFA Sostegno) per l’anno accademico 2025-2026. Nonostante le linee guida ministeriali suggerissero una potenziale riduzione, gli atenei della regione hanno deliberato di riproporre lo stesso potenziale formativo dei cicli precedenti.

La scelta, si legge in una nota, è motivata da diverse ragioni strategiche:

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  • Rispondere al fabbisogno reale: Evitare un disallineamento tra il numero di docenti specializzati e le effettive necessità del sistema scolastico regionale e nazionale.
  • Tutelare i candidati: Garantire un posto ai cosiddetti “soprannumerari” dell’anno precedente, che hanno diritto all’accesso.
  • Preservare l’offerta formativa: Scongiurare un depauperamento delle opportunità di formazione sul territorio, che costringerebbe molti a emigrare per ottenere il titolo.

La decisione è stata presa da un tavolo istituzionale di alto profilo. Oltre ai Rettori delle università calabresi (Cuda, Greco, Casula, Zimbalatti) e ai rappresentanti degli studenti, erano presenti l’Assessore regionale all’Istruzione, Eulalia Micheli, in rappresentanza del Presidente Roberto Occhiuto, e il dott. Saverio Candelieri per l’Ufficio Scolastico Regionale.

La palla passa ora al Ministero dell’Università e della Ricerca e al Ministero dell’Istruzione e del Merito, che dovranno valutare la richiesta della Calabria. La speranza della regione è che le esigenze del territorio vengano ascoltate per garantire la continuità e la qualità di un percorso formativo cruciale per l’inclusione scolastica.

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