Scarichi Illegali e Rifiuti Abbandonati a Cutro: la Guardia Costiera Sequestra un’Area Aziendale
CUTRO – Un’operazione mirata della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Crotone ha portato al sequestro di un’area di 220 metri quadrati e alla scoperta di 9 metri cubi di rifiuti speciali nel comune di Cutro. Il blitz, condotto dal Nucleo Operativo di Polizia Ambientale, ha svelato una serie di gravi illeciti ambientali commessi dal titolare di un’azienda locale, che è stato denunciato.
L’intervento è scattato durante un’ispezione a un’attività commerciale specializzata nella lavorazione e vendita di prodotti zootecnici e fitosanitari. I militari hanno accertato che l’azienda utilizzava un’area esterna, risultata completamente abusiva, per il lavaggio dei propri mezzi pesanti. Le acque reflue industriali, cariche di residui, venivano sversate direttamente sul suolo senza alcun trattamento depurativo e in totale assenza delle necessarie autorizzazioni.
Durante il controllo, è stato inoltre rinvenuto un deposito incontrollato di circa nove metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi, scarti derivanti dal ciclo produttivo dell’impresa.
Di fronte a queste violazioni, i militari hanno posto sotto sequestro l’intero sito. Il titolare dell’attività commerciale è stato deferito alla Procura della Repubblica per diverse ipotesi di reato previste dal Testo Unico Ambientale. Oltre alla denuncia penale, le autorità hanno imposto al responsabile precise prescrizioni per la bonifica e il ripristino dell’area, che se ottemperate nei termini consentiranno di sanare le irregolarità.
Infine, è stata irrogata una sanzione amministrativa di 667 euro per la mancata iscrizione al RENTRI, il nuovo Registro Elettronico Nazionale per la tracciabilità dei rifiuti.
Questa operazione si inserisce nel quadro delle continue attività di vigilanza ambientale condotte dalla Guardia Costiera, in stretto coordinamento con la Procura di Crotone guidata da Domenico Guarascio, per la tutela del territorio e il contrasto agli illeciti che minacciano l’integrità degli ecosistemi locali.





