Calabria travolta da incendi e siccità: Coldiretti lancia l’allarme e chiede interventi urgenti alla Regione
CATANZARO — Un territorio in ginocchio, stretto nella morsa di temperature record, siccità prolungata e roghi devastanti. La crisi climatica e ambientale che sta colpendo la Calabria rischia di dare il colpo di grazia al comparto agricolo e zootecnico locale. Per questo motivo, Coldiretti Calabria ha inviato una lettera formale, firmata dal presidente Franco Aceto, indirizzata al Governatore Roberto Occhiuto e all’Assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, chiedendo misure straordinarie e immediate a tutela delle imprese del territorio.
Il nodo dei fondi europei: a rischio i pagamenti PAC
La preoccupazione principale dell’associazione di categoria riguarda la burocrazia comunitaria. I danni catastrofici subiti dalle aziende non solo azzerano i raccolti, ma rischiano di far perdere agli imprenditori i contributi della Politica Agricola Comune (PAC). L’impossibilità di rispettare gli impegni obbligatori previsti dai bandi europei, a causa di forza maggiore, potrebbe far scattare sanzioni o esclusioni.
Coldiretti chiede quindi il riconoscimento ufficiale dello “stato eccezionale degli eventi” per l’annualità 2026 e successive, una misura indispensabile per blindare i pagamenti comunitari senza che le aziende, già colpite dai roghi, debbano affrontare ulteriori penalizzazioni economiche. L’appello è rivolto anche all’organismo pagatore regionale ARCEA, affinché semplifichi le procedure burocratiche sfruttando i dati cartografici e i monitoraggi ufficiali già disponibili.
Focus sul territorio: il dramma del Pollino e le altre province
La mappa dell’emergenza fotografa una situazione critica in diverse aree della regione:
- Comprensorio del Pollino (Castrovillari, Morano Calabro, Frascineto): È una delle zone più colpite. Migliaia di ettari di pascoli, colture e scorte di foraggio sono andati in fumo. In un solo allevamento si registra la perdita di oltre 50 ettari.
- Crotone e Cirotano: Segnalati numerosi roghi nei giorni scorsi che hanno lambito aree agricole.
- Reggino: Qui la siccità e le ondate di calore stanno decimando la produzione di bergamotto, con gravi fenomeni di bruciatura e caduta precoce dei frutti (cascola).
Un’emergenza a lungo termine per la zootecnia
Il problema non si esaurirà con lo spegnimento degli ultimi focolai. Gli allevatori, in particolare quelli dell’area del Pollino, si troveranno ad affrontare un autunno drammatico. Al rientro degli animali dagli alpeggi, tra settembre e ottobre, i pascoli saranno inutilizzabili. Questo costringerà le aziende ad acquistare foraggio sul mercato, con un pesante aggravio dei costi di gestione, particolarmente insostenibile per gli allevamenti biologici che devono sottostare a rigidi disciplinari di alimentazione.
Sotto i riflettori finiscono anche le “fide pascolo” (i terreni comunali concessi agli allevatori): Coldiretti chiede deroghe temporanee per consentire l’utilizzo di aree alternative non boschive.
La proposta: un patto “Salva boschi” con gli agricoltori
Oltre agli aiuti d’emergenza, Coldiretti Calabria guarda al futuro e propone una strategia di prevenzione strutturale. L’idea è quella di siglare un accordo “Salva boschi” che veda la collaborazione attiva tra le imprese agricole, Calabria Verde, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri Forestali.
L’obiettivo è valorizzare gli agricoltori come veri e propri “custodi del territorio”. Grazie alla loro presenza capillare, le aziende agricole possono svolgere un ruolo cruciale nella sorveglianza attiva, nella segnalazione tempestiva dei focolai e nella manutenzione preventiva delle aree rurali più isolate.
Nel frattempo, Coldiretti fa sapere che proseguirà il monitoraggio e la ricognizione dei danni in tutte le province, mantenendo aperto il canale di confronto con il Dipartimento Agricoltura per garantire che nessun agricoltore o allevatore venga lasciato solo in questa emergenza.






