Giallo a Villaggio Mancuso: sfregiati i cartelli della storia. È scontro sul web
Un misterioso atto vandalico colpisce l’iniziativa turistica nel cuore della Sila. Tra ammirazione per il progetto e polemiche sullo stile, spunta una foto social che ritrae un uomo mentre armeggia vicino al pannello distrutto.
VILLAGGIO MANCUSO – Quella che era nata come una suggestiva iniziativa per valorizzare la storia di una delle mete montane più celebri della Calabria si è trasformata, nel giro di poche ore, in un vero e proprio caso di cronaca locale che sta infiammando il dibattito pubblico, soprattutto sulle piattaforme social. Al centro della vicenda c’è il danneggiamento di uno dei cartelli turistici installati lungo la via principale di Villaggio Mancuso, frazione montana nota per le sue caratteristiche architetture in legno e la natura incontaminata.
Il pannello in questione, che riportava la traduzione in lingua inglese della nascita del borgo, è stato trovato spaccato in due. Un gesto che ha immediatamente suscitato una forte ondata di sdegno tra i residenti e i numerosi frequentatori della località silana. A infittire il mistero, tuttavia, è uno scatto fotografico rimbalzato di bacheca in bacheca sul web: l’immagine ritrae un uomo immortalato proprio accanto al cartello nell’atto di compiere un movimento ambiguo, interpretato da molti come il momento esatto del danneggiamento, sebbene la dinamica resti ancora tutta da chiarire.
L’idea e la spaccatura nell’opinione pubblica
Il progetto dei cartelli narrativi porta la firma di Mario Garofalo, presidente del Comitato “Siletta”. Quattro anni fa, Garofalo aveva deciso di colmare un vuoto informativo per i visitatori affidando la stesura dei testi ad Antonietta Vincenzo, scrittrice di Soverato nota per la sua penna elegante. L’obiettivo era ambizioso: raccontare la nascita del villaggio, fondato dall’intraprendenza del pioniere Eugenio Mancuso, non tramite freddi dati storici, ma attraverso una narrazione fluida e quasi fiabesca, tradotta in diverse lingue per accogliere i turisti stranieri.
Se da un lato l’iniziativa ha raccolto ampi consensi – con molti cittadini che hanno lodato l’idea definendola “brillante” e un ottimo surrogato alla mancanza di un ufficio di informazione turistica sul territorio –, dall’altro non sono mancate le voci fuori dal coro. Alcuni detrattori hanno infatti criticato la scelta di utilizzare un registro giudicato troppo “romanzato” per la ricostruzione storica del luogo.
Sdegno e interrogativi
La polemica estetica è stata però bruscamente superata dal dibattito sulla sicurezza e sul senso civico dopo il danneggiamento del pannello. Mentre i turisti continuano a soffermarsi incuriositi davanti ai cartelli superstiti per leggere le origini del borgo, la comunità locale si interroga sull’identità e sulle motivazioni dell’autore del gesto.
Ciò che rimane, al momento, è il danno d’immagine per una località che fa dell’accoglienza il suo punto di forza. Un atto vandalico che, come sottolineato da più parti, finisce per colpire non solo un pezzo di legno, ma la cultura e la valorizzazione di uno dei patrimoni naturalistici più preziosi della regione.





