Salute

Rivoluzione sanità a Cosenza: 26 Case e 9 Ospedali di comunità. In campo oltre mille professionisti

La nuova rete territoriale dell’Asp prevede 180 posti letto e 591 assunzioni. Accordo strategico con 502 medici di base. Il commissario De Salazar: «Mandato di Occhiuto rispettato, risorse messe a terra».

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COSENZA – Ventisei Case della comunità, nove Ospedali di comunità, 180 posti letto aggiuntivi e una “task force” di 1.093 professionisti della salute. Sono i numeri della nuova architettura dell’assistenza territoriale presentata dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Un piano imponente, esteso capillarmente all’intera provincia, che punta a ridisegnare il rapporto tra cittadini e sanità, decongestionando gli ospedali e portando le cure direttamente nei territori, soprattutto nelle aree interne e periferiche storicamente più svantaggiate.

L’operazione poggia su un quadro economico solido: 63,7 milioni di euro di investimenti complessivi (di cui quasi 23 milioni per gli Ospedali di comunità e oltre 40 milioni per le Case della comunità) finanziati attraverso i fondi della Missione 6 Salute del PNRR e in linea con la riforma del DM 77.

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Un filtro tra casa e ospedale: come cambia la cura

La vera sfida del piano non è solo edilizia, ma organizzativa. L’obiettivo è creare una rete intermedia che eviti il ricorso improprio ai pronto soccorso.

  • Le Case della comunità saranno il primo punto di accesso: qui i cittadini troveranno orientamento, medicina generale, specialistica, diagnostica di base e infermieri di famiglia.
  • Gli Ospedali di comunità (20 posti letto ciascuno) accoglieranno invece pazienti che necessitano di cure a bassa intensità clinica o convalescenze protette post-ricovero, non gestibili a domicilio ma che non richiedono i reparti per acuti.

La mappa dei presìdi sul territorio

La distribuzione geografica risponde alla vastità della provincia cosentina:

  • I 9 Ospedali di comunità sorgeranno a San Marco Argentano, Cosenza, Lungro, Cariati, Cassano allo Ionio, Trebisacce, San Giovanni in Fiore, Scalea e Mormanno.
  • Le 26 Case della comunità saranno dislocate a Cassano, Roggiano, Villapiana, Cosenza, Mormanno, Rocca Imperiale, Torano, Bisignano, Cetraro, Luzzi, Montalto, Scalea, Verbicaro, Casali del Manco, Crosia, Amantea, Longobucco, Lungro, Spezzano della Sila, San Giorgio Albanese, Cariati, Altilia, Acri, Corigliano, Castrovillari e Rende.

Il nodo del personale: 591 assunzioni e il patto con i medici di base

Per far funzionare le strutture, l’Asp ha messo in campo un imponente piano occupazionale. Alle 591 nuove assunzioni deliberate dall’azienda (tra cui 127 infermieri e 89 OSS per le Case di comunità, 56 infermieri e 38 OSS per gli Ospedali di comunità, oltre a fisioterapisti, assistenti sociali e medici di continuità assistenziale) si affiancano 502 medici di medicina generale, integrati nella rete grazie a uno storico accordo locale.

Le voci dei protagonisti

Soddisfazione da parte dei vertici istituzionali e sanitari intervenuti alla presentazione.

Il prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa: «Si realizza una sanità di prossimità capace di intercettare i bisogni e dare risposte, fondamentale in una provincia vasta dove molte comunità faticano ad accedere alle cure».

L’assessore regionale al Bilancio, Marcello Minenna, ha parlato di una svolta operativa: «Si chiude la fase burocratica del PNRR e si apre il vero cantiere della sanità territoriale in Calabria».

Il commissario straordinario dell’Asp, Vitaliano De Salazar, ha voluto ringraziare il governatore Roberto Occhiuto: «Ci ha dato un mandato preciso: realizzare le opere e non perdere un solo euro dei fondi comunitari. Quel mandato è stato rispettato. Abbiamo siglato un accordo innovativo con i medici di base che copre il fabbisogno al 99%. Ora la responsabilità passa ai territori e ai medici: le condizioni per far funzionare il sistema ci sono tutte».

Sulle tempistiche di attivazione è intervenuta la direttrice sanitaria dell’Asp, Angela Riccetti: «Le Case della comunità sono già tutte funzionanti. Entro il 30 settembre completeremo i contingenti di personale anche nelle aree più periferiche. Sul fronte degli Ospedali di comunità, Scalea e San Giovanni in Fiore sono già operativi, Cariati è in dirittura d’arrivo e gli altri seguiranno a ruota entro fine mese».

I modelli: i casi di Cariati e Amantea

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati due modelli di riferimento:

  1. L’Ospedale di comunità di Cariati (via Mingiani): una struttura per ricoveri brevi a gestione prevalentemente infermieristica, strettamente collegata con l’assistenza domiciliare e il 118.
  2. La Casa della comunità di Amantea (contrada Santa Maria): un polo poliambulatoriale attivo H24 con 10 ambulatori specialistici (dalla cardiologia all’oncologia), punto prelievi, consultorio e servizi di telemedicina collegati alla COT di Paola.

La sfida della sanità di prossimità in provincia di Cosenza è ufficialmente partita: la parola passa ora alla prova dei fatti sul territorio.

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