Sport

Reggio, lo Stretto si fa stadio del vento: la sfida della vela giovanile a Palazzo San Giorgio

L’11 e 12 settembre il Lungomare ospita la terza tappa del trofeo Optimist. Le istituzioni e i promotori: «Le nostre correnti sono una palestra naturale unica. Ora puntiamo al riscatto turistico».

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di Redazione

REGGIO CALABRIA – C’è un’immagine che più di tutte restituisce l’ambizione di una città che prova a specchiarsi nel suo elemento più naturale, il mare, per ridefinire la propria identità: una flotta di vele bianche che taglia le correnti dello Stretto, proprio sotto la tribuna naturale del Lungomare Falcomatà. Quello scenario, che per due giorni diventerà un campo di regata unico in Italia, è stato disegnato ieri mattina nella Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, dove è stata presentata l’edizione 2026 dell’OptiSud – Mediterranean Cup, la prestigiosa kermesse della vela giovanile classe Optimist.

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L’appuntamento, fissato per l’11 e il 12 settembre in coincidenza con le storiche Feste Mariane, non è solo una sfida sportiva tra i migliori talenti della Penisola – atteso anche il neocampione italiano di categoria –, ma si candida a essere un manifesto politico e turistico per il futuro dello Stretto.

Il Lungomare diventa un’arena

«Il nostro mare si riempirà di vele bianche in un periodo di grande affluenza per la città», ha spiegato Fabio Colella, consigliere nazionale della Federazione Italiana Vela (FIV) e consigliere comunale, che ha moderato l’incontro insieme al giornalista Vincenzo Comi. «Abbiamo voluto questa concomitanza per avvicinare i cittadini a questo sport. Il Lungomare sarà un balcone naturale, una tribuna da cui assistere a uno spettacolo agonistico di altissimo livello tecnico».

Un entusiasmo condiviso da Valentina Colella, presidente del Circolo Velico Reggio Calabria e della VI Zona FIV Calabria-Basilicata, che ha incassato il sostegno regionale di “Calabria Straordinaria”: «Reggio e la Calabria si confermano punti di riferimento nazionali. Avremo osservatori federali sui gommoni per monitorare la crescita di questa generazione di velisti del Sud. Previsioni? Nel nostro mondo la scaramanzia impone il silenzio, ma lo Stretto non ha mai tradito le aspettative. Confidiamo nella clemenza e nel soffio di Eolo».

La sfida dello sviluppo: «Basta provincialismi»

Dietro i tecnicismi della regata emerge con forza il dibattito sul modello di sviluppo della città. Il presidente del Consiglio comunale, Federico Milia, ha tracciato la linea politica dell’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Cannizzaro: «Reggio non deve più percepirsi come periferia o provincia dell’impero, ma come una delle grandi capitali d’Italia. Non possiamo aspettare che siano gli altri a legittimarci; dobbiamo alzare il tiro da soli. Abbiamo condizioni geografiche e ambientali uniche per gli sport del vento. Finora abbiamo sfruttato solo una minima parte del nostro potenziale: è tempo di arrivare al cento per cento».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore comunale Marco Franchini, che vede nella vela un volano economico fondamentale: «La destagionalizzazione del turismo passa da eventi di questa qualità. Lo Stretto è una palestra naturale per vento e correnti, ma lo sport nautico è anche un formidabile veicolo di educazione civica, di attenzione all’ambiente e di gestione etica delle nostre coste. Per Reggio può e deve essere un salto culturale».

Orizzonte paralimpico

La conferenza di Palazzo San Giorgio ha offerto anche lo spazio per un importante annuncio sul fronte dell’inclusione sociale. Antonello Scagliola, presidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) Calabria, ha svelato i progetti per la stagione fredda: «In giunta abbiamo deliberato un progetto per una tre giorni paralimpica di vela proprio qui a Reggio. Abbiamo finalmente le imbarcazioni adatte in città e organizzeremo dei match race paralimpici. Fino a poco tempo fa era un’utopia, oggi è realtà».

La rotta è tracciata. Tra pochi giorni la parola passerà al vento e ai giovanissimi timonieri che cercheranno di domare le correnti leggendarie di Scilla e Cariddi, regalando a Reggio Calabria una cartolina di sport e di futuro.

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