VIDEO – Quando il lavoro era comunità e la cultura diventa riscatto: il Mezzogiorno riparte dal festival «Messurga»
DALL’INVIATO A MESORACA
C’è un’immagine che più di tutte fotografa la metamorfosi in atto tra le navate e il sagrato del Santuario del SS. Ecce Homo a Mesoraca: l’astrofisica di fama internazionale Sandra Savaglio che dialoga con la comunità, circondata dalle fotografie in bianco e nero di una Crotone industriale che non c’è più. Scienza, memoria operaia, letteratura e riscatto sociale si fondono in un esperimento culturale che sta trasformando questo angolo di Calabria nel baricentro del dibattito sul futuro del Mezzogiorno.
La seconda settimana del Premio Letterario Nazionale «Mesoraca in Festival – Messurga Opera Prima» si apre sotto il segno di una partecipazione straordinaria. Dopo il successo della sezione saggistica, che ha visto trionfare Nicolás Rapetti con il suo volume sulla dittatura argentina, i riflettori si spostano ora sulla narrativa e sulla ricostruzione dell’identità territoriale.
La memoria industriale e lo svilimento del lavoro
Ad accendere il dibattito nella Sala Capitolare del Santuario è stata la presentazione del volume e della mostra fotografica «Quando eravamo operai» di Christian Palmieri, storico e giornalista, in un serrato dialogo con l’assessore alla Cultura Eloisa Tesoriere. Attraverso documenti d’archivio e immagini della Crotone industriale tra il 1924 e il 1993, Palmieri ha tracciato una lucida analisi della fine della civiltà industriale nel Sud.
«Tante sono le motivazioni che oggi non consentono più di considerare il lavoro come una comunità», ha spiegato Palmieri. «Non si può addebitare il declino del vero core business della classe operaia — ovvero il suo valore aggiunto di comunità — solo alla cecità della classe politica. C’è stato un progressivo e profondo svilimento del valore stesso del lavoro».
Sandra Savaglio: «Qui trovo le ragioni del mio ritorno»
Il momento centrale della serata ha visto protagonista l’astrofisica Sandra Savaglio. Il suo intervento ha offerto una boccata d’ossigeno e di pragmatismo scientifico a una terra troppo spesso abituata a piangersi addosso.
«Qui a Mesoraca trovo le motivazioni profonde che mi hanno spinta a tornare in Calabria», ha dichiarato la scienziata, visibilmente colpita dall’energia del festival. «È straordinario come le potenzialità della nostra terra, solitamente relegate a semplici promesse, qui incontrino attenzione, cura, studio e silenzio. Questa è la strada per una reale rinascita. Ma, proprio come accade nel mondo dell’università e della ricerca, il riscatto può compiersi solo grazie alla collaborazione attiva di tutti i fattori, da quelli istituzionali a quelli associativi».
Il festival, sotto la direzione artistica del professor Francesco Grano e grazie all’ospitalità dei Frati Francescani, è riuscito a far coesistere mondi apparentemente distanti: la sfilata d’acconciature storiche curata dal Maestro Giuseppe Pasquale, l’impegno sociale delle amministratrici locali e la testimonianza di Manuela Arminio con la sua libreria indipendente «Libri liberi».
IL PROGRAMMA DEI PROSSIMI GIORNI: DA TOMMASO GRECO A NICOLA PESCE
Il festival entra ora nel vivo con un calendario fitto di appuntamenti di rilievo nazionale:
- Oggi, 11 settembre (ore 18.30): Il chirurgo e scrittore Massimo Felice Nisticò (già Premio Cesare Pavese) presenta il suo romanzo «All Inclusive» (Rubbettino), un viaggio noir e psicologico ambientato a Malta, in dialogo con la giornalista Lucia Bellassai e Francescantonio Spadola.
- Stasera, 11 settembre (ore 21.00): Il filosofo del diritto dell’Università di Pisa Tommaso Greco presenta «Critica della ragione bellica» (Laterza), un’analisi rigorosa contro l’inevitabilità dei conflitti armati, intervistato dalla book blogger Elisa Chiriano. Colonna sonora affidata a Floriana Mungari.
- Sabato 12 settembre (ore 18.30): Spazio al sociale e al giornalismo d’inchiesta con Marco Angilletti, autore di «Morbi et Orbi», che dialogherà con Elisa Chiriano e Procolo Guida sul valore della riscoperta delle proprie radici.
- Sabato 12 settembre (ore 21.00): Uno degli eventi più attesi dell’anno. Lo scrittore bestseller Nicola Pesce presenta il suo ultimo romanzo «Camminando tra i fiori scalzi» (Mondadori). Quella di Mesoraca è una delle sole tre tappe pubbliche nazionali scelte dall’autore nel 2026, insieme a Milano e Roma. Ad accompagnarlo, le musiche del pianista e compositore Domenico Scordamaglia (Calabria Film Commission).
- Domenica 13 settembre: La giornata conclusiva si aprirà alle 18.30 con il salotto letterario dell’editore PubliGrafic (con gli autori Corda, Ferraro, Tassone e De Masi) e culminerà alle 21.00 con il talk guidato dalla scrittrice Angela Bubba (membro della giuria e curatrice della sezione migrante Diaspéiro) e Procolo Guida, che intervisteranno i finalisti prima della proclamazione del vincitore della sezione narrativa. La serata sarà arricchita dalla voce di Daniela Centorrino e da estemporanee di pittura dedicate al patrimonio artistico di Mesoraca.





