Premio Elmo 2026: a Rizziconi la XIV edizione celebra la “restanza” e la cultura contro il consumismo dell’effimero
RIZZICONI — In un’epoca dominata da iperconnessione e stimoli continui, la cultura si propone come necessario antidoto al rumore di fondo. È questo il messaggio della XIV edizione del Premio Elmo, l’evento che ha trasformato il sagrato della Chiesa Madre di Rizziconi in un laboratorio di idee e impegno civile, confermandosi tra i più rilevanti del panorama calabrese.
Organizzata dall’associazione Piazza Dalì sotto la direzione artistica di Gianmarco Pulimeni, la manifestazione ha adottato il tema provocatorio “Supermarket”: una metafora della contemporaneità in cui immagini, informazioni e identità vengono esposte e consumate rapidamente. In questo scenario, il Premio Elmo ha celebrato l’arte come forza capace di rallentare il tempo e stimolare il pensiero critico, valorizzando la “restanza” — la scelta consapevole di rimanere e generare futuro nei territori d’origine.
La serata, condotta da Lidia Coppola e Simona Palaia con gli interventi musicali di Chiara Ambesi, ha premiato eccellenze capaci di offrire una narrazione della Calabria distante dagli stereotipi.
I protagonisti dell’arte e della cultura
La sezione Artisti ha celebrato due figure di spicco: Antonio Pujia Veneziano, protagonista della scena nazionale fin dagli anni Settanta con la sua ricerca su segno e materia, e Angela Pellicanò, artista e curatrice reggina nota per progetti di rigenerazione territoriale come la Biennale dello Stretto. Entrambi hanno sottolineato il valore formativo dell’arte e l’importanza, per i giovani, di acquisire profondità culturale.
Il riconoscimento per l’editoria è andato a Rubbettino Editore, punto di riferimento nazionale per la saggistica. Durante la premiazione, Florindo Rubbettino ha difeso il valore del libro cartaceo nell’era digitale: «Il libro si legge offline, lontano dagli algoritmi che ci propongono solo ciò che già conosciamo. I libri ci mettono in crisi, e per questo sono preziosi».
Moda, artigianato e impegno sociale
La sezione Moda ha premiato tre diverse declinazioni del talento regionale:
- Nido di Seta, cooperativa di San Floro che ha recuperato l’antica filiera della bachicoltura calabrese in chiave sostenibile.
- Claudio Ligato, stilista di fama internazionale che ha collaborato con grandi maison come Versace e Gaultier.
- Silvano Barbalace (Confartigianato Calabria), che ha rilanciato il concetto di «intelligenza artigiana» contro quella artificiale, per tutelare il valore umano del lavoro manuale.
Nel campo del sociale e della promozione culturale, i riconoscimenti sono andati alla Fondazione Rocco Guglielmo, che ha reso Catanzaro un polo per l’arte contemporanea, e alla Fondazione Le Idee di Chicco, impegnata nella sensibilizzazione e prevenzione sul tema della salute mentale.
I Premi Speciali: l’antropologia di Vito Teti e il giornalismo di Emilio Buttaro
Il culmine della serata è stato il Premio Speciale conferito all’antropologo Vito Teti, teorico della “restanza”. Teti ha invitato a superare i dati demografici negativi per guardare alle tante esperienze attive che stanno nascendo nei borghi:
«Dobbiamo decidere se resistere in maniera attiva, creativa e aperta, oppure se sederci sul gradino di una chiesa aspettando il peggio. Tradizione e modernità devono camminare insieme: non possiamo andare verso le stelle senza avere un villaggio nella memoria».
Un ulteriore Premio Speciale è stato assegnato al giornalista Emilio Buttaro, da oltre quarant’anni impegnato nel racconto delle comunità italiane all’estero, che ha dedicato il riconoscimento alla memoria del padre e alla comunità di Rizziconi.
Il Premio Elmo si congeda così confermando che l’identità di un territorio non si misura da ciò che espone temporaneamente in vetrina, ma dai semi che riesce a piantare per il futuro.






