Mare Dentro, la svolta ecologica viaggia sulla rotta della legalità: il piano di Montuoro per i parchi marini e la tutela delle coste
CATANZARO – Una strategia integrata che unisce la tutela ambientale alla promozione della legalità, trasformando i simboli del riscatto sociale in avamposti per la salvaguardia del territorio. È questo il senso profondo di “Mare Dentro”, l’iniziativa itinerante che sta toccando le principali località costiere della Calabria a bordo di Mavisu, l’imbarcazione sottratta alla criminalità organizzata e oggi riconvertita a presidio di educazione ambientale e inclusione sociale.
Nel corso della seconda tappa della manifestazione, svoltasi nel quartiere marinaro di Catanzaro, l’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, ha tracciato le linee guida di una vera e propria “rivoluzione verde” per la regione. Al centro del piano vi è una profonda revisione dei perimetri dei Parchi Marini Regionali. L’obiettivo dichiarato non è l’introduzione di nuovi vincoli burocratici, bensì la creazione di una gestione omogenea e integrata di aree oggi frammentate, favorendo un turismo sostenibile e ricucendo la continuità ecologica tra la costa e il mare.
Sinergia e concretezza: il nuovo metodo politico
La tappa catanzarese, organizzata dall’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR), si è aperta con un’escursione in mare che ha coinvolto i giovani del Centro di Giustizia Minorile di Catanzaro, per poi proseguire con la cerimonia ufficiale dell’alzabandiera per la Bandiera Blu, alla presenza del presidente nazionale di FEE Italia, Claudio Mazza.
Durante il dibattito “La Calabria, una montagna in mezzo al mare”, moderato dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, è emerso chiaramente il cambio di passo impresso dal dipartimento guidato da Montuoro. Un approccio basato sul superamento delle contrapposizioni ideologiche a favore di tavoli operativi e responsabilità condivise tra istituzioni, associazioni e comunità locali.
“Sull’ambiente dobbiamo giocare tutti con la stessa maglietta”, ha sottolineato Montuoro, evidenziando la stretta sinergia con il governatore Roberto Occhiuto e ringraziando le associazioni ambientaliste per il ruolo di “sentinelle del territorio”.
I numeri della balneabilità e la lotta alle fake news
Accanto alla recente riforma del ciclo dei rifiuti approvata in sede Arrical – che prevede tre gestori unici per ottimizzare il servizio nelle macroaree regionali – l’assessore ha voluto fare chiarezza sullo stato di salute del mare calabrese, opponendosi a quella che ha definito una “narrazione distorta”.
I dati ufficiali del sistema nazionale di monitoraggio del Ministero certificano infatti che il 97% delle acque calabresi è balneabile, con ben il 93% classificato come “eccellente”. Un risultato difeso con forza grazie anche al dispiegamento di una task force composta da 300 operatori sul territorio, battelli di sorveglianza, droni acquatici e laboratori mobili dell’Arpacal.
Investire sulle nuove generazioni
La strategia della Regione guarda anche al futuro con un investimento di 1,2 milioni di euro destinato al programma “Eco-Schools”, volto a diffondere l’educazione ambientale nelle scuole. Un impegno che sta già dando i suoi frutti: nel 2026 la Calabria ha raggiunto il record di 27 Bandiere Blu, grazie all’ingresso di quattro nuovi Comuni costieri supportati dalle task force regionali.
Dopo il successo degli appuntamenti di Crotone e Catanzaro, il viaggio della legalità e della tutela ambientale di Mavisu si prepara a fare rotta verso Locri, terza tappa di un percorso che punta a restituire alla Calabria la centralità che merita nella transizione ecologica del Paese.






