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160 anni di dovere e umanità: a Crotone il Corpo Militare della Croce Rossa celebra la sua storia

CROTONE – Centosessant’anni di storia non sono un semplice traguardo temporale. Sono, piuttosto, la somma di infiniti istanti in cui il confine tra la vita e la perdita è stato presidiato da uomini in divisa con una croce rossa sul petto. Per celebrare questa straordinaria ricorrenza, la sede del Comitato della Croce Rossa Italiana di Crotone ha ospitato oggi la cerimonia solenne per il 160° Anniversario della costituzione del Corpo Militare Volontario della CRI.

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La scelta della data non è affatto casuale. Il 14 luglio, infatti, la Chiesa celebra la memoria liturgica di San Camillo de Lellis, patrono della Sanità Militare Italiana: un filo rosso che unisce la fede, la cura e il servizio incondizionato.

Un’alleanza di valori e istituzioni

Promosso con vigore dal XV Centro di Mobilitazione Calabria, l’evento si è trasformato in un potente momento di coesione. Sotto lo sguardo attento dei presenti, i valori cardine di umanità, neutralità e dedizione – fari polari del Corpo sin dal lontano 1866 – hanno ripreso vita nei discorsi e negli sguardi dei partecipanti.

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Il parterre delle grandi occasioni testimonia la profonda sinergia che lega la Croce Rossa alle istituzioni del territorio. Accanto al Capitano CRI Silvestro Passarelli (Comandante del XV Centro di Mobilitazione) e al Presidente del Comitato crotonese Sergio Monteleone, sedevano le massime autorità civili, militari e religiose della regione. Tra i presenti, il Segretario regionale CRI Antonio Amadore e l’Ispettrice provinciale delle Infermiere Volontarie, Sorella Patrizia Alampi.

La presenza delle Forze Armate e di Polizia è stata massiccia e qualificata: dal Colonnello Massimo Salvemini (Comandante del 1° Reggimento Bersaglieri di Cosenza) al Tenente Colonnello Massimo Polifrone (Base Logistica di Camigliatello Silano), passando per il Tenente Roberta Maida (Aeronautica Militare), il Capitano di Fregata Ivan Bari (Capitaneria di Porto) e il Maggiore Francesco Ranieri (Guardia di Finanza). E ancora, il Luogotenente Carmine Cefalo per i Carabinieri, Vincenzo Sirianni per i Vigili del Fuoco, il Comandante della Polizia Locale Francesco Iorno e Don Giovanni Barbara, Vicario Episcopale dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, a suggellare un legame indissolubile con la comunità.

Soldati della pace: la missione scritta nella pietra

Nata il 1° giugno 1866, la componente militare della CRI ha marciato di pari passo con la storia d’Italia. Ha calcato i fango delle trincee, ha scavato tra le macerie dei terremoti e ha teso la mano nelle più drammatiche crisi umanitarie globali, operando sempre in perfetta simbiosi con le Forze Armate e il Servizio Sanitario Nazionale.

Le parole del Comandante Passarelli hanno scosso la platea per la loro vibrante intensità:

«Questa giornata non ci vede riuniti solo per ricordare una data, ma per rinnovare un giuramento. Da 160 anni il Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana è il primo a entrare dove gli altri esitano e l’ultimo a uscire. Noi siamo i soldati della pace. La nostra arma è la competenza, il nostro scudo la solidarietà, il nostro grado lo detta la coscienza. Indossiamo la divisa con la disciplina e l’onore delle Forze Armate, ma portiamo sul petto un simbolo che vale più di ogni medaglia al valore: la Croce. Quella Croce che nel dolore unisce. Che protegge. Che salva. Il mondo cambia, le minacce si trasformano, ma la nostra missione resta scolpita nella pietra: servire la Patria, soccorrere l’umanità».

A fargli eco, il Presidente Monteleone ha voluto esaltare la simbiosi quotidiana tra il Corpo Militare e i volontari civili della CRI: «Non è una semplice collaborazione operativa. È una vera sinergia, costruita sulla fiducia reciproca e sulla condivisione di un’unica missione: alleviare la sofferenza umana senza alcuna distinzione». Un concetto ripreso anche nei successivi interventi dell’Ispettrice regionale delle Infermiere Volontarie, Sorella Cinzia Fabiano, e del Sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, i quali hanno rimarcato come i 7 Princìpi Fondamentali del movimento non siano formule astratte, ma sentieri da percorrere uniti. Il Maggiore Giuseppe Abbate ha poi offerto una lucida panoramica tecnica sulle sfide e le prospettive operative future del XV Centro di Mobilitazione.

Emozioni e primati: il giuramento e la svolta storica

La cerimonia ha vissuto momenti di profonda commozione solenne. L’alzabandiera ha tinto il cielo dei colori della nazione, seguito da un silenzio irreale durante il minuto di raccoglimento dedicato ai caduti di tutte le guerre. Poi, la voce ferma dei Sottotenenti Commissari Bruno Ursida, Pietro Marra e Altero Falcone ha pronunciato il fatidico giuramento di fedeltà alla Repubblica.

La giornata si è chiusa con un colpo di scena che scrive una nuova pagina di storia per la Croce Rossa calabrese. Il Milite Antonia Opipari è stata promossa al grado di Caporale.

Non si tratta di un avanzamento qualunque. La Opipari, infatti, deteneva già due primati straordinari: è stata il primissimo arruolamento assoluto del XV Centro di Mobilitazione Calabria e, contemporaneamente, la prima donna in assoluto a varcare le fila del Corpo Militare Volontario della CRI nella regione. Da oggi, con i gradi di Caporale appena ricevuti, diventa ufficialmente anche il primo graduato donna nella storia del contingente calabrese. Un traguardo che dimostra come la tradizione del Corpo sappia guardare al futuro senza timore, abbattendo barriere e valorizzando il merito sul campo.

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