Vertenza Konecta, l’M5S interroga la Regione: “Che fine hanno fatto 20 milioni di euro?”
La consigliera Elisabetta Barbuto presenta un’interrogazione al Presidente Occhiuto sulla gestione dei fondi pubblici destinati al progetto per gli 856 ex lavoratori Abramo CC, ora di fronte alla cassa integrazione.
CROTONE – Venti milioni di euro di fondi pubblici per un progetto che doveva essere una “scialuppa di salvataggio” fino al 2027 e che invece, dopo appena dodici mesi, si arena, lasciando 856 lavoratori nel limbo. È il cuore della drammatica vertenza Konecta (ex Abramo Customer Care) che ora approda in Consiglio Regionale con un’interrogazione a firma di Elisabetta Barbuto (M5S), rivolta direttamente al Presidente della Giunta, Roberto Occhiuto.
L’atto ispettivo chiede conto di un investimento massiccio – 15 milioni stanziati dalla Regione Calabria e 5 dal Governo nazionale – a fronte del quale l’azienda ha improvvisamente annunciato esuberi e il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS). “È inaccettabile,” tuona la Barbuto, “che dopo un simile impegno di risorse pubbliche, i lavoratori si ritrovino punto e a capo, senza un piano industriale credibile e con un futuro appeso a un filo.”
A scatenare la reazione della consigliera sono le denunce che arrivano direttamente dai dipendenti delle sedi di Crotone, Catanzaro e Montalto Uffugo. I lavoratori segnalano una gestione operativa definita “caotica”, chiusure improvvise dei siti e un utilizzo poco trasparente delle ore di lavoro previste dal progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche.
Proprio quel progetto, che doveva rappresentare la garanzia occupazionale, è ora al centro del mistero. “Ci era stato presentato come la soluzione per la stabilità,” prosegue la Barbuto, “invece, l’azienda parla già di commessa esaurita e di un pesante deficit economico. Qualcosa non torna, e la Regione ha il dovere di vigilare su come vengono spesi fino all’ultimo centesimo i soldi dei cittadini.”
Con la sua interrogazione, Elisabetta Barbuto chiede al Presidente Occhiuto di agire su tre fronti:
- Fare luce sui tempi reali di esecuzione e completamento del progetto.
- Attivare un controllo rigoroso sulla rendicontazione dei fondi pubblici erogati.
- Pretendere garanzie scritte e impegni vincolanti da parte di Konecta e dei suoi grandi committenti, a partire da TIM, per la salvaguardia dei posti di lavoro.
“La Calabria non può permettersi l’ennesimo disastro sociale di queste proporzioni,” conclude la consigliera pentastellata. “Questi non sono numeri da inserire in tabelle per intercettare finanziamenti, ma professionisti che meritano rispetto e stabilità. Porterò la loro voce in Consiglio fino a quando non avremo risposte chiare e, soprattutto, un futuro concreto per queste 856 famiglie.”




