Consorzio unico di bonifica, approvata ieri in commissione la modifica alla legge 39. Filomena Greco: è una vergogna, un danno per agricoltori, lavoratori e creditori calabresi
REGGIO CALABRIA – Si abbatte una nuova scure sul già tormentato panorama agricolo calabrese. Ieri, tra le mura della Commissione Agricoltura, è passata una modifica alla legge regionale 39 che riscrive, ancora una volta, il destino del Consorzio unico di bonifica. Un voto che ha scatenato un vespaio di polemiche, culminate nella durissima accusa di Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva e vicepresidente della stessa commissione. “È una vergogna,” tuona Greco, “l’ennesimo danno perpetrato ai danni di aziende agricole, cittadini, lavoratori e creditori.”
La modifica legislativa, approvata dalla maggioranza, interviene su una creatura già controversa: quel Consorzio unico nato dalla soppressione degli undici enti storici, un’operazione condotta contro il parere unanime di sindacati, organizzazioni di categoria e della stessa ANBI. Il cuore del nuovo intervento, secondo la consigliera, sarebbe un tentativo di eludere le responsabilità gestionali. “Oggi si vuole eliminare vigilanza e controllo per non dover rispondere dei propri errori,” spiega Greco, sottolineando come questa mossa lasci irrisolte tutte le criticità pregresse. Un’interpretazione, la sua, che trova sponda nei rilievi dello stesso ufficio legale del Consiglio regionale, il quale aveva già messo in guardia: la proposta mina i poteri di controllo sugli atti fondamentali dell’ente, incluso quel piano di classifica che determina direttamente il peso dei contributi per agricoltori e cittadini.
Ma il nodo gordiano, il punto di non ritorno della contesa, risiede in una vertiginosa inversione contabile. Per anni, gli atti regionali hanno messo nero su bianco l’esistenza di cospicui crediti vantati dai Consorzi nei confronti della Regione, un dato riconosciuto all’unanimità dallo stesso Consiglio. Poi, il colpo di scena. “Nel 2023, dalla sera alla mattina, hanno completamente ribaltato le posizioni,” denuncia Greco. Quei crediti sono diventati debiti. Debiti da recuperare coattivamente da enti già commissariati e liquidati. Un paradosso giuridico e finanziario. Secondo la ricostruzione della vicepresidente, i commissari, nominati dalla stessa Regione, si sarebbero affrettati a rinunciare ai crediti precedentemente azionati in sede giudiziaria dai vecchi presidenti. “Hanno cambiato le carte in tavola per non riversare quanto dovevano ai Consorzi.”
La decisione della Commissione arriva nonostante un coro di pareri contrari. Sindacati, associazioni, l’ufficio legale che ha paventato profili di incostituzionalità, fino all’ANBI nazionale che ha bollato la proposta come “inemendabile”. Un muro di obiezioni che non ha fermato il diktat della maggioranza. “La squadra del presidente Occhiuto e dell’assessore Gallo ha scelto ancora una volta di non affrontare i nodi reali,” conclude amara Filomena Greco. Sul tavolo restano le questioni più urgenti e drammatiche: i TFR non pagati ai lavoratori, i creditori ancora in attesa di essere soddisfatti e l’ombra di nuovi, pesanti, aumenti contributivi per agricoltori e cittadini. La battaglia, assicura, è appena iniziata. “Continueremo non solo in Consiglio regionale, dove ciascuno dovrà assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte, ma anche fuori dalle istituzioni, al fianco di chi sta pagando il prezzo di una riforma profondamente sbagliata.”





