Cronaca

Sicurezza urbana a Catanzaro: scatta il “Daspo Willy” per tre minorenni dopo il raid al distributore automatico

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CATANZARO – Linea dura del Questore di Catanzaro contro la microcriminalità e i comportamenti che minacciano la tranquillità dei cittadini. Al termine di un’articolata istruttoria condotta dalla Divisione Anticrimine, sono stati emessi tre provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane (D.A.C.U.R.) nei confronti di tre giovanissimi, due italiani e uno straniero di età compresa tra i 16 e i 17 anni, tutti residenti nel capoluogo calabrese.

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La vicenda che ha fatto scattare le misure di prevenzione risale a un recente intervento della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. I tre minorenni si erano resi responsabili del danneggiamento e della manomissione del distributore automatico di un bar-tabacchi della città, riuscendo ad asportare generi alimentari e tabacchi. Un episodio che, oltre al danno materiale, ha destato forte preoccupazione tra i residenti della zona.

La denuncia e il profilo di pericolosità

Oltre al deferimento immediato alla competente Autorità Giudiziaria per i reati commessi, la posizione dei tre giovani è passata al vaglio degli uffici di via Palermo. L’analisi dettagliata della condotta e la gravità del gesto hanno evidenziato, secondo gli inquirenti, una spiccata “pericolosità sociale” e un rischio concreto per la pubblica incolumità e l’ordine pubblico.

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Elementi, questi, che hanno spinto il Questore a firmare i tre D.A.C.U.R. (noti nel gergo giornalistico come “Daspo Willy”, la misura introdotta dal legislatore per arginare la violenza nei luoghi della movida e tutelare la sicurezza urbana).

I dettagli del provvedimento e le sanzioni

Il provvedimento impone ai tre ragazzi il divieto assoluto, per la durata di un anno, di accedere e persino di stazionare nelle immediate vicinanze di qualsiasi pubblico esercizio o locale di intrattenimento situato sull’intero territorio del comune di Catanzaro. L’obiettivo primario è quello di prevenire la reiterazione di simili reati e garantire la sicurezza nei luoghi di aggregazione.

La Questura ricorda che la violazione di questa misura di prevenzione costituisce un reato grave: i trasgressori rischiano una condanna alla reclusione da uno a tre anni e una multa che va da un minimo di 10.000 euro fino a un massimo di 24.000 euro. L’effettiva osservanza dei divieti sarà costantemente monitorata attraverso i quotidiani servizi di controllo del territorio coordinati dalla Polizia di Stato in sinergia con le altre Forze dell’Ordine.

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