Crotone, un altro crollo vergognoso: avanti di due gol a Potenza, poi l’umiliazione (4-2). Ora la retrocessione in Serie C2 è un incubo reale
CROTONE – Non c’è più limite al peggio, né dignità da difendere per chi scende in campo indossando una maglia che, fino a pochi anni fa, calcava con orgoglio i prati della Serie A. Al “Viviani” di Potenza consumasi l’ennesimo capitolo di un’agonia sportiva e societaria che sta trascinando il Crotone verso il baratro della Serie C2. Avanti 0-2 alla fine del primo tempo, la squadra pitagorica è riuscita nell’impresa – sconcertante – di incassare quattro gol nella ripresa, facendosi letteralmente travolgere da un Potenza che ha giocato a gatto col topo contro una formazione priva di anima, carattere e tenuta mentale.
L’illusione e la resa: dalla speranza al crollo totale
La partita s’era persino messa in discesa per i rossoblù calabresi. Dopo due minuti, una carambola propiziava l’autogol di Bura. Poi ci pensava Merelli a tenere a galla i suoi, parando un rigore a Castorani e facendo credere che, per una volta, la fortuna fosse dalla parte giusta. Quando al 44’ Grosso ha siglato la rete dello 0-2, il popolo crotonese si era illuso di poter assistere a una svolta.
Un’illusione durata esattamente il tempo dell’intervallo. Nella ripresa è andato in scena lo spettacolo desolante di una squadra che si è sciolta come neve al sole al primo cenno di reazione degli avversari. Dal 51’ al 75’ il Crotone è semplicemente scomparso dal campo: Selleri, Castorani, Petrungaro e Staver hanno infilato la difesa calabrese come fosse carta velina, calando un parziale di 4-0 in ventiquattro minuti. Una rimonta passiva e imbarazzante che testimonia l’assoluta fragilità psicologica di un gruppo che, all’ennesimo schiaffo, alza le mani e si arrende.
Il baratro della Serie C2 e il fantasma del fallimento
I numeri oggi dicono che il Potenza vola in vetta e mantiene l’ennesimo risultato utile, ma in casa Crotone il bilancio è drammatico. La zavorra dei 6 punti di penalizzazione rimediati a causa delle note e gravissime inadempienze di una gestione societaria a dir poco discutibile sta soffocando ogni residua speranza. La classifica piange e il rischio di un’inesorabile e vergognosa retrocessione dalla Serie C1 alla Serie C2 si fa ogni domenica più concreto.
È inaccettabile assistere a un ridimensionamento di questa portata per una piazza che vanta nel proprio curriculum 3 stagioni in Serie A e ben 19 campionati di Serie B. Il patrimonio calcistico di una città intera è stato svuotato, lasciato alla mercé di vicende extra-campo grottesche e di prestazioni sportive indegne della storia pitagorica. Se non si interviene immediatamente – societariamente e all’interno dello spogliatoio – il fondo del barile non sarà la C1, ma un fallimento sportivo e morale dal quale risollevarsi richiederà anni.



