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Una magnolia per Denise e Lea. Il silenzio e le fiaccole di Petilia, una luce contro il buio della ’ndrangheta

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PETILIA POLICASTRO — Un fiume silenzioso di luci ha attraversato ieri sera le strade di Petilia Policastro per l’ultimo, straziante saluto a Denise Cosco. Sabato 19 settembre, la comunità si è stretta in un abbraccio collettivo che ha trasformato il dolore privato per la prematura scomparsa della giovane donna in un solenne momento di memoria pubblica e di fermo riscatto civile contro la sopraffazione mafiosa.

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Il corteo, promosso congiuntamente dall’Amministrazione comunale e dal fitto tessuto associazionistico locale, si è radunato nel tardo pomeriggio. Sotto un cielo che imbruniva, centinaia di cittadini, famiglie e moltissimi giovani hanno marciato in un silenzio carico di commozione. La fiaccolata ha percorso le vie principali del paese fino a raggiungere il monumento dedicato a Lea Garofalo, la madre di Denise, la testimone di giustizia che pagò con la vita la ribellione alla ’ndrangheta.

Proprio lì, dove la ferita della memoria è ancora aperta, si è consumato il momento più toccante della serata. Accanto al monumento di Lea, tra preghiere e riflessioni sussurrate, è stata piantumata una magnolia. Un gesto simbolico potente: un albero forte, scelto per incarnare i valori di rinascita, dignità, resistenza e purezza, destinato a unire indissolubilmente, anche nella terra, i nomi e il destino di madre e figlia.

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“Abbiamo voluto camminare uniti, con una luce in mano, per testimoniare la nostra presenza, il nostro affetto e una memoria che deve essere di tutti”, hanno spiegato gli organizzatori del Comune, rimarcando la volontà netta di recidere ogni legame con le logiche criminali che hanno funestato la storia della famiglia Garofalo-Cosco.

In prima fila, visibilmente commosso, il sindaco Simone Saporito ha voluto lanciare un messaggio inequivocabile alla cittadinanza e alle istituzioni presenti: “La partecipazione di stasera dimostra che questa comunità ha scelto da che parte stare. Stiamo dalla parte giusta: quella delle donne che hanno il coraggio di dire no, della verità e della giustizia. A Petilia Policastro non c’è e non ci sarà mai più posto per la mafia, non c’è spazio per la ’ndrangheta”.

La serata si è conclusa con lo spegnimento delle fiaccole, ma non dell’impegno. Quella che doveva essere solo una commemorazione si è tradotta in un solenne patto collettivo: fare in modo che il sacrificio di Lea e il dolore di Denise diventino il seme di una nuova coscienza civile, affinché la violenza della criminalità organizzata non trovi mai più terreno fertile in queste terre.

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