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La signora dell’«oro nero»: Pina Amarelli e la dinastia della liquirizia che conquista il mondo

Da Corigliano-Rossano a oltre trenta Paesi esteri: la storia di un’eccellenza del Made in Italy nata nel 1731, tra innovazione industriale, leadership al femminile e un legame indissolubile con la Calabria.

di Redazione Economia

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CORIGLIANO-ROSSANO (CS), 17 settembre 2026 – Custodire un’eredità storica lunga quasi tre secoli senza lasciarla cristallizzare nel passato, ma trasformandola in un motore di innovazione globale. È questa la sfida, ampiamente vinta, da Pina Amarelli, consacrata dalla stampa internazionale come la “Lady italiana della liquirizia nel mondo”. Una figura che incarna un modello di Made in Italy in cui longevità imprenditoriale, leadership femminile e identità territoriale si fondono e si rafforzano a vicenda.

Una tradizione contemporanea dal 1731

Fondata nel 1731, Amarelli si attesta come una delle aziende familiari più antiche d’Europa. Per quasi trecento anni, il legame con la Calabria e la lavorazione della liquirizia è rimasto indissolubile. Tuttavia, in questa dinastia industriale, continuità non ha mai fatto rima con immobilismo. Generazione dopo generazione, l’impresa ha saputo cavalcare le grandi trasformazioni economiche e sociali, innovando linguaggi, packaging e strategie di mercato, senza mai delocalizzare il cuore pulsante della produzione da Corigliano-Rossano.

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I segreti dell’eccellenza: la terra e il “Concio”

La forza del marchio risiede in una profonda sinergia con il territorio calabrese, espressa da due Marcatori Identitari Distintivi (MID) che rendono questa storia unica. Il primo è la materia prima: la Liquirizia di Calabria, universalmente riconosciuta come la più pregiata al mondo per le sue straordinarie qualità organolettiche e l’alto contenuto di glicirrizina. Il secondo è il “Concio Amarelli”, il primo sistema di estrazione industriale del succo dalla radice; un’invenzione pionieristica che ha segnato una svolta epocale nella storia della manifattura agroalimentare.

Pina Amarelli: una leadership che traccia la via

In questo lungo percorso plurisecolare, la figura di Pina Amarelli – avvocata, docente e Cavaliere del Lavoro – assume un valore che va ben oltre i confini aziendali. La sua guida ha attraversato stagioni in cui la presenza femminile nei vertici decisionali ed economici era tutt’altro che comune. Con determinazione e visione, ha trasformato la sua esperienza in una testimonianza concreta di emancipazione, diventando un punto di riferimento per le nuove generazioni di imprenditrici.

Dalla Calabria ai mercati globali

Oggi quello che viene definito l’«oro nero» calabrese viaggia e si fa apprezzare in oltre trenta Paesi nel mondo. Una penetrazione commerciale globale che non ha diluito l’identità del brand, ma l’ha anzi valorizzata: la Calabria non è semplicemente il luogo geografico in cui si produce, ma il racconto stesso, fatto di memoria e saper fare, che conferisce valore aggiunto al prodotto sui mercati esteri.

La lezione più autentica che Pina Amarelli consegna al futuro è proprio questa: dimostrare che tradizione e innovazione non sono concetti antitetici. Un’impresa familiare non sopravvive al tempo limitandosi a contemplare la propria storia, ma trovando ogni giorno il coraggio di traghettarla nel domani.

(Fonte: Amarelli Srl/Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli – Lenin Montesanto/Contenuti Strategie & Lobbying)

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