Cultura

Caulonia, l’assessore Maiolo lancia la cittadinanza onoraria a Eugenio Bennato: «Il Tarantella Festival torni a essere ribellione culturale»

CAULONIA — Una proposta che va ben oltre il semplice omaggio istituzionale e che punta a riaccendere i riflettori sull’identità culturale e politica del territorio. Giovanni Maiolo, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Caulonia, ha espresso un sostegno convinto e appassionato all’iniziativa lanciata dal giornalista e storico Ilario Camerieri: conferire la cittadinanza onoraria a Eugenio Bennato.

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Per l’amministratore cauloniese non si tratta di un atto puramente formale, bensì di un tassello fondamentale all’interno di un disegno più ampio che mira a restituire al Kaulonia Tarantella Festival la sua originaria vocazione di spazio di “ribellione culturale” e controcultura, sottraendolo alla deriva del mero intrattenimento spettacolare.

Caulonia nel manifesto della taranta

Il legame tra il cantautore napoletano e la cittadina ionica affonda le radici nella storia recente della musica popolare italiana. Nel celebre brano Balla la nuova Italia, Bennato canta di una musica che si muove «ai confini della storia» e che trova il suo approdo proprio sullo sperone di Caulonia, accostandola a Melpignano, epicentro salentino della Notte della Taranta.

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«È un riconoscimento di grande forza simbolica», spiega Maiolo. «Da vent’anni Caulonia viene citata in tutta Italia come il luogo in cui la musica popolare si fa dissenso. Il Kaulonia Tarantella Festival deve tornare a essere questo: non solo folklore consolatorio, ma un autentico contenitore di cultura e di opposizione».

La musica come riscatto del Sud

Il nucleo della proposta risiede nella forte impronta meridionalista che caratterizza l’intera produzione di Bennato, da pietre miliari come Brigante se more fino a Questione meridionale. Nelle parole dell’assessore, l’opera dell’artista descrive una «bandiera trasversale degli esclusi dal concorso dell’ignoranza nazionale», dando voce a quella parte di Sud che, dall’Unità d’Italia in poi, è stata trattata come una periferia da amministrare piuttosto che come una comunità da ascoltare.

«Bennato ha trasformato quel prezzo pagato dal Mezzogiorno in ritmo, in tamburo, in una danza in direzione ostinata e contraria che unisce la festa alla rivolta», prosegue Maiolo, sottolineando come il Sud non debba essere percepito come un problema da risolvere, ma come una risorsa culturale fiera delle proprie radici.

Un fronte comune in Consiglio

La proposta di Camerieri ha già trovato un riscontro concreto all’interno di Palazzo di Città, incassando le firme di diversi consiglieri comunali. L’auspicio espresso dal vicesindaco è che l’adesione diventi il più possibile trasversale e condivisa nei prossimi giorni.

«Riconoscere Bennato come cittadino onorario», conclude l’assessore alla Cultura, «significa riaffermare con forza, come comunità, che la cultura del Sud non si vergogna delle proprie radici, ma le canta, le balla e rifiuta il silenzio».

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