Un ponte di note tra Cosenza e Londra: musica, radici e solidarietà
COSENZA – Le navate del Duomo di Cosenza, patrimonio UNESCO, si sono trasformate nel palcoscenico di un gemellaggio che ha unito le antiche radici calabresi al cuore multiculturale di Londra. Un concerto che è andato oltre la performance artistica, diventando un evento di comunità, scambio culturale e, soprattutto, di solidarietà concreta.
Protagonisti dell’incontro due cori quasi coetanei ma geograficamente distanti: il Coro Polifonico Mater Dei di Casali del Manco, diretto da Carmela Martire e attivo da 36 anni, e gli Eclectic Voices, formazione londinese guidata dal maestro Scott Stroman, celebre per la sua versatilità tra jazz e folk. L’evento, che ha visto il plauso del vicesindaco di Cosenza Maria Locanto, è stato fortemente sostenuto dal sindaco di Casali del Manco, Francesca Pisani, che ha curato l’accoglienza della delegazione britannica.
Il culmine della tre giorni è stato un programma musicale che ha fuso repertori e stili. Il Coro Mater Dei ha aperto con brani di musica sacra, da Mons. Marco Frisina alla purezza rinascimentale di Arcadelt. Gli Eclectic Voices hanno risposto con un viaggio tra il folk americano, il barocco di Purcell e le composizioni jazz dello stesso Stroman.
Il momento più toccante si è materializzato quando le due formazioni si sono unite in un’unica voce. L’emozione ha raggiunto il suo apice con l’esecuzione di ‘Arberu’, composizione etno-musicale del calabrese Carlo Grillo, e ‘Long Wolf’, opera di Stroman che evoca le atmosfere dei nativi americani. La chiusura, affidata al brano Pacem in terris, è diventata un’invocazione universale che ha unito idealmente le due città.
Ma il cuore pulsante dell’iniziativa è stato il suo scopo benefico. L’intero evento è stato legato al sostegno della Cooperativa Sociale “L’Arca di Noè” di Carolei, una fattoria sociale che offre percorsi di inclusione e riscatto a persone con disabilità e fragilità sociali.
Il gemellaggio non si è limitato alla musica. Gli ospiti londinesi hanno vissuto un’immersione completa nel territorio, visitando i borghi presilani e il centro storico di Cosenza, guidati da don Salvatore Fuscaldo, direttore del Museo Diocesano. Prima del rientro, il coro ha tenuto un workshop per gli studenti della scuola media “Fausto Gullo”, lasciando un segno tangibile di un incontro che ha dimostrato come la cultura sia il più potente strumento di unione tra i popoli.





