Cronaca

Blitz dei Carabinieri sul litorale jonico: sigilli a uno stabilimento balneare tra allacci abusivi, ombrelloni “pirata” e cibo senza tracciabilità

Un controllo di routine trasformato in un terremoto giudiziario e amministrativo. Sulla sabbia del litorale jonico reggino, dove il sole estivo dovrebbe dettare solo ritmi di relax, i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno invece portato alla luce un fitto reticolo di illegalità. L’operazione, condotta in sinergia con gli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria e i tecnici dell’Azienda Sanitaria Provinciale, rientra in un più ampio piano di monitoraggio volto a garantire una stagione sicura a residenti e turisti. Ma quello che i militari si sono trovati davanti, una volta varcata la soglia di uno stabilimento balneare della zona, andava ben oltre le semplici e comuni sviste burocratiche.

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Le conseguenze per il titolare dell’attività sono pesantissime. L’imprenditore è stato infatti deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Le accuse? Furto di energia elettrica e invasione di terreni.

Il quadro emerso dall’ispezione è a dir poco disomogeneo e tocca diversi ambiti normativi. Sul fronte della tutela dei lavoratori, i militari hanno scoperto due dipendenti impiegati completamente in nero. Un’irregolarità che è costata una sanzione amministrativa immediata di 13.600 euro per non aver comunicato l’avvio del rapporto d’impiego al Centro per l’Impiego. Ma non finisce qui. La totale assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e il mancato rispetto delle più basilari prescrizioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro hanno costretto gli ispettori a disporre l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale. Stop ai servizi. Serrande abbassate.

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A rendere ancora più grave la posizione dell’uomo è stata la scoperta di un bypass elettrico artigianale: i cavi della rete di distribuzione erano stati manomessi per garantire energia gratis alla struttura, con un danno stimato per la società erogatrice che supera i 56 mila euro.

Nel frattempo, anche la spiaggia stessa era diventata terreno di conquista arbitraria. I Carabinieri hanno infatti accertato l’occupazione abusiva di una porzione di area demaniale marittima. Senza alcuna autorizzazione, erano stati installati 26 basamenti per ombrelloni, 7 ombrelloni e 2 sdraio, tutti prontamente rimossi e sottoposti a sequestro preventivo. E per non farsi mancare nulla, persino le cucine sono finite nel mirino dei controlli: circa 140 chilogrammi di prodotti ittici sono stati sequestrati poiché privi di qualsiasi documento che ne attestasse la tracciabilità e l’origine, con evidente rischio per la salute dei consumatori.

È opportuno ricordare che l’intero procedimento penale versa attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, in virtù del principio costituzionale della presunzione di innocenza, il soggetto indagato deve essere considerato non colpevole fino all’emissione di un’eventuale sentenza definitiva di condanna. I controlli sul litorale, intanto, proseguiranno senza sosta per tutta la stagione.

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