Calabria sonica: al via Be Alternative Festival 2026 tra i Giganti della Sila e il rock dei Litfiba
La Calabria si riscopre, ancora una volta, epicentro della geografia musicale italiana. Parte ufficialmente l’edizione 2026 del Be Alternative Festival, l’evento diffuso che negli anni ha saputo scardinare i vecchi cliché turistici della regione per sostituirli con un racconto fatto di avanguardia sonora, paesaggi monumentali e cammini condivisi. Non una semplice rassegna di concerti, ma una vera e propria mappa geografica ed emotiva che quest’anno collegherà il respiro antico del centro storico di Cosenza al silenzio solenne del Parco Nazionale della Sila.
Il motore, in realtà, si è già acceso. A fare da apripista sono stati i battiti elettronici e le canzoni d’autore del format Un Sacco Bello all’interno di Mood Summer (nella cornice del Parco Fluviale di Rende), che ha visto alternarsi sul palco l’ironia colta degli Eugenio in Via Di Gioia, l’eclettismo di Sarafine e il sound di Tära. Una spinta propulsiva a cui si è aggiunto il graffio rock dei Ministri durante l’appuntamento targato BeColor, tasselli di un mosaico che ha preparato il pubblico alla fisionomia del cartellone principale.
Ora, però, si entra nel vivo. E lo si fa in punta di piedi, quasi a voler chiedere permesso alla natura.
Il 12 e il 19 luglio i riflettori si accenderanno nella Riserva FAI I Giganti della Sila. Qui, all’ombra di alberi secolari, la musica si farà intima, quasi sussurrata, per integrarsi con l’ecosistema circostante. Il primo appuntamento (12 luglio) vedrà protagoniste tre voci femminili dalla forte impronta identitaria: l’alt-pop internazionale di Birthh, la scrittura viscerale e mediterranea di Rossana De Pace e le trame acustiche di Sara Gioielli. Sette giorni dopo, il 19 luglio, lo spazio si trasformerà in un laboratorio di sperimentazione pura: si parte con Resonare Silva, dialogo elettroacustico per violoncello e live electronics firmato da Stefano Amato e Massimo Palermo, per poi proseguire con il live di Edoardo Petracci (By This Window) e chiudere con Olimpo, il viaggio jazz e mediterraneo di Francesco Caligiuri e Francesco Montebello.
Poi, il cambio di scenario. Dalla foresta alle pietre storiche.
Grazie alla co-produzione con L’Altro Teatro, il festival si sposterà a Cosenza, nella storica Piazza XV Marzo. Il 22 luglio la scena sarà tutta per Frah Quintale, fuoriclasse capace di unire la sfrontatezza del rap alla delicatezza del cantautorato pop, per quello che si preannuncia come uno dei live più caldi della stagione estiva calabrese.
Ma il vero evento storico è fissato per il 25 luglio. Sul palco saliranno i Litfiba, eccezionalmente riuniti nella loro line-up originaria. Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo celebreranno i quarant’anni di 17 Re, pietra miliare della New Wave e del rock italico. Sarà un’occasione irripetibile: quella cosentina è l’unica data in Calabria del tour celebrativo Quarant’anni di 17 Re – Tour 2026. Un’esplosione di energia primordiale che promette di far tremare le fondamenta del centro storico.
La chiusura del cerchio avverrà dove l’acqua riflette il cielo. Dal 31 luglio al 2 agosto, le sponde del Lago Cecita a Camigliatello Silano ospiteranno la tre giorni dei Concerti sul Lago.
Il programma è vertiginoso:
- 31 luglio: Le chitarre cinematiche degli scozzesi Mogwai, il folk intimo dei norvegesi Kings of Convenience e le atmosfere avvolgenti di Altea.
- 1° agosto: L’energia travolgente e i ritmi in levare dei Subsonica, affiancati dalle esibizioni di Mille ed Eman.
- 2 agosto: Il gran finale con la genialità di Daniele Silvestri, l’eleganza pop di Giorgio Poi (accompagnato dagli Archi) e il groove siciliano di Marco Castello.
Musica, ma non solo. Be Alternative si conferma un’esperienza totale: tra un live e l’altro, il pubblico potrà scoprire il territorio attraverso sessioni di trekking, attività outdoor e percorsi enogastronomici pensati per valorizzare le eccellenze locali. Un festival che non consuma il territorio, ma lo attraversa, lasciando dietro di sé una scia di bellezza e contemporaneità.





