Lamezia Terme, l’Abbazia Benedettina riapre alla comunità: un nuovo capitolo per la cultura e il territorio
LAMEZIA TERME – C’è un filo invisibile che lega il passato più profondo di un territorio al suo domani. A volte, questo filo prende la forma solida, imponente e silenziosa di antiche mura di pietra. Sabato sera, alle ore 19:00, quel filo tornerà a vibrare: le porte dell’Abbazia Benedettina si spalancheranno di nuovo. Non si tratta di una semplice cerimonia di inaugurazione, né del formale taglio del nastro di un sito archeologico polveroso. È qualcosa di più viscerale. È la restituzione di un’identità. Un ritorno atteso, quasi preteso dalla storia, che riconsegna alla città uno dei suoi scrigni più suggestivi e carichi di memoria, pronto a farsi scenario per il mondo dell’associazionismo locale.
La riapertura di questo gigante di pietra non è un evento isolato, ma l’inizio di una metamorfosi.
“La nostra città cresce, si evolve e si anima anche attraverso la riscoperta e la valorizzazione di luoghi carichi di storia e di profonda suggestione come l’Abbazia”, dichiara con fermezza il Sindaco, Mario Murone. Nelle sue parole si avverte la volontà di rompere con la logica della pura contemplazione museale: “Vogliamo che questo spazio non sia solo un monumento da ammirare, ma un luogo vivo, un centro di gravità per la vita culturale di Lamezia Terme.”
L’iniziativa si inserisce nel più ampio e ambizioso mosaico progettuale di “Lamezia che incanta. Le voci di Ligea”. Qui, il mito si fonde con la concretezza del presente. Le “voci” della sirena Ligea non sono echi lontani, ma le anime reali che oggi fanno pulsare il territorio: le associazioni, in prima battuta, a cui si affiancheranno progressivamente gli operatori turistici, le imprese locali e i custodi delle eccellenze enogastronomiche. Una rete. Un’alleanza stretta tra cultura e sviluppo.
A tracciare la rotta di questa gestione condivisa è l’Assessore alla Cultura, Annalisa Spinelli, che lancia una vera e propria chiamata alle armi pacifiche della creatività: “Nell’ottica di una gestione condivisa e partecipata del patrimonio culturale, l’Amministrazione Comunale lancia un appello aperto al terzo settore: le associazioni locali potranno formulare esplicite richieste di utilizzo del bene per eventi, mostre e iniziative artistiche.”
L’obiettivo finale è chiaro, quasi audace: trasformare le antiche navate in un palcoscenico dinamico, dove la bellezza – in ogni sua forma – possa generare non solo orgoglio, ma anche economia, turismo e coesione sociale.
L’appuntamento è fissato. Sabato, ore 19:00. Le pietre dell’Abbazia aspettano solo di ricominciare a parlare, e questa volta la voce sarà quella di tutta la comunità lametina.





