La Calabria del riscatto e della biodiversità: a Tropea cala il sipario su un’Anteprima Terra Madre da tutto esaurito
Il profumo intenso dell’olio extravergine si mescola alla brezza marina che sale dalla rupe. Tra i vicoli di Tropea, per tre giorni, non è andata in scena una semplice fiera agroalimentare, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti. Dal 19 al 21 giugno, la perla del Tirreno ha ospitato l’Anteprima Terra Madre, un evento corale orchestrato da Regione Calabria, Comune di Tropea e Arsac, con la sapiente regia artistica di Slow Food Italia e la collaborazione della sua diramazione regionale. Centocinquanta produttori, custodi di Presìdi e reti solidali, hanno letteralmente invaso piazze e strade. Il bilancio? Un successo travolgente. Laboratori didattici presi d’assalto dai più piccoli, show cooking vibranti guidati dai cuochi dell’Alleanza e degustazioni di vini e oli che hanno registrato un costante, inevitabile “sold out”.
Non una biodiversità polverosa, da guardare dietro la teca di un museo. Quella vista a Tropea è una materia viva, pulsante, in costante metamorfosi. È il frutto di ecosistemi complessi che dialogano tra loro, di stratificazioni culturali millenarie che dal mare scalano le montagne del Sud.
“Sono estremamente soddisfatto,” ha commentato a caldo l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, tracciando un bilancio a chiusura della kermesse. “Tropea ha risposto con uno slancio straordinario. Le aziende agricole e artigiane, che faticano ogni giorno nei campi e nei laboratori, hanno trovato qui uno spazio prezioso per raccontarsi, confrontarsi e fare rete. Questo è il volto di un Mezzogiorno che non si piange addosso, ma coopera con la Calabria a fare da apripista. Deteniamo un patrimonio di biodiversità unico e abbiamo dimostrato di possedere una macchina organizzativa eccellente. Terra Madre si è aperta nel ricordo di Carlo Petrini; ora la rotta è tracciata verso Torino. Ringrazio Slow Food per questa sinergia che vogliamo assolutamente replicare e rendere strutturale nella nostra regione.”
I veri protagonisti, dopotutto, sono stati loro: i prodotti. Tesori di terra e di mare che troveranno spazio nell’imminente Atlante dell’Arca del Gusto della Calabria. Una monumentale enciclopedia della biodiversità locale che raccoglie già oltre cento schede tra varietà vegetali rare, razze animali salvate dall’estinzione, formaggi storici, salumi tradizionali, pani e dolci antichi. Questo ambizioso progetto, fortemente voluto dallo stesso fondatore di Slow Food Carlo Petrini, vivrà il suo battesimo ufficiale a Torino, durante il Salone del Gusto (dal 24 al 27 settembre 2026), alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Celebrare questa ricchezza davanti all’orizzonte aperto del Mediterraneo ha assunto un significato profondo, quasi politico. Nei volti segnati dal sole dei produttori e nei dibattiti che hanno animato le piazze si è respirata la “restanza”, quella scelta consapevole di rimanere e investire nel proprio territorio, costruendo comunità resilienti.
“A Tropea abbiamo voluto accendere un faro su una Calabria spesso invisibile, quella che le logiche della grande distribuzione tendono a schiacciare nell’angolo,” ha spiegato con passione Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. “Questi produttori, uscendo dall’isolamento, sono tornati a essere soggetti attivi del cambiamento. La terra madre ci nutre, ci protegge e ci ospita: fa esattamente quello che fa chi ama. Se fossimo davvero consapevoli di questo amore incondizionato, come cambierebbe il nostro rapporto con il pianeta? Forse lo tratteremmo con più rispetto. La biodiversità non è un nostalgico scatto in bianco e nero, ma una precisa e coraggiosa dichiarazione d’amore per il futuro.”
Un entusiasmo condiviso anche dai vertici tecnici. “La sinergia con Slow Food si è rivelata estremamente feconda,” ha confermato Fulvia Caligiuri, Direttrice Generale dell’Arsac. “Organizzare un evento di questa portata era una sfida complessa. Vedere la gioia dei turisti, la soddisfazione degli espositori calabresi e l’apprezzamento di quelli giunti da fuori regione ci conferma che promuovere il binomio inscindibile tra prodotto e territorio è la strada giusta da percorrere.”
La cooperazione tra Slow Food e l’istituzione regionale non nasce oggi. Il cammino è iniziato nel 2024 a Saracena con il lancio del protocollo “Presidiamo la Calabria”. L’obiettivo è ambizioso: dare vita a sei nuovi Presìdi Slow Food entro la fine del 2026 e mappare almeno dieci nuovi prodotti per l’Arca del Gusto.
L’orizzonte ora si sposta a Nord. Dal 24 al 27 settembre 2026, la biodiversità calabrese sarà sotto i riflettori globali a Torino per Terra Madre Salone del Gusto. Un palcoscenico internazionale dove il cibo buono, pulito e giusto tornerà a essere il linguaggio universale per unire i popoli.





