’Ndrangheta e imprese, l’allarme di Bruno (Commissione Antimafia): «La criminalità soffoca lo sviluppo, le istituzioni non lasceranno soli gli imprenditori»
Il vicepresidente della Commissione Enzo Bruno interviene dopo l’audizione del teste di giustizia Patrizia Rodi Morabito e l’attentato ai cantieri di Roberto Rugna (Ance) a Schiavonea: «Massima solidarietà e azioni concrete»
REGGIO CALABRIA – «La criminalità organizzata rappresenta un freno insostenibile per la crescita della Calabria e una minaccia diretta alla libertà d’impresa. Chi investe, crea occupazione e genera valore sul territorio non può e non deve essere lasciato solo di fronte alla violenza e alle intimidazioni. Le istituzioni hanno il dovere morale e politico di fare da scudo a chi decide di resistere e denunciare».
Con queste parole Enzo Bruno, consigliere regionale, capogruppo di Tridico Presidente e vicepresidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, ha tracciato la linea d’azione dell’organismo regionale al termine di una seduta ad alta tensione emotiva e politica.
L’occasione è stata l’audizione di Patrizia Rodi Morabito, nota imprenditrice di Rosarno e vittima di dinamiche mafiose, convocata in Commissione per fare luce sulle sistematiche pressioni subite dalla sua azienda e, più in generale, sulle condizioni di estrema vulnerabilità in cui si trovano a operare moltissime realtà produttive della regione.
Il doppio fronte dell’emergenza: da Rosarno alla devastazione di Schiavonea
Il quadro emerso dall’audizione è drammatico, aggravato da un tempismo che fotografa un’emergenza continua. Poche ore prima della seduta, infatti, un grave atto intimidatorio ha colpito la Italiana Gas S.r.l. a Schiavonea: un raid notturno ha devastato i mezzi di cantiere dell’azienda impegnata nei lavori sul lungomare, di proprietà di Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria.
Un episodio che il vicepresidente Bruno ha voluto condannare fermamente, esprimendo la vicinanza propria e del presidente della Commissione, Polimeni: «Siamo davanti a un attacco frontale e gravissimo al tessuto economico sano. Questo vile gesto impone a tutti noi una riflessione profonda e una reazione immediata. Non possiamo tollerare che il controllo del territorio venga esercitato attraverso il ricatto e il danneggiamento».
Focus sulla sicurezza e misure di sostegno concrete
Durante i lavori, l’attenzione si è concentrata in particolare sulla sicurezza personale di Patrizia Rodi Morabito. Le sue dichiarazioni hanno destato forte preoccupazione tra i commissari, spingendo Bruno a invocare un intervento coordinato e tangibile.
«La testimonianza di Patrizia Rodi Morabito ci impone di andare oltre la solidarietà di facciata», ha incalzato il vicepresidente. «Dobbiamo attivare ogni strumento in possesso dell’istituzione regionale per tutelare la sua incolumità e salvaguardare la continuità della sua impresa. In una terra che ha un disperato bisogno di consolidare i propri comparti manifatturiero, agricolo e industriale, consentire alla criminalità di soffocare l’iniziativa privata significa condannare la Calabria all’immobilismo».
L’appello alla compattezza istituzionale
In chiusura del suo intervento, l’esponente politico ha richiamato l’intero Consiglio regionale a una presa di responsabilità collettiva, sottolineando che la lotta ai clan non ammette divisioni di parte.
«Questa è una battaglia di civiltà che dobbiamo combattere uniti: come cittadini, come legislatori e come membri della Commissione Antimafia. Alla dottoressa Rodi Morabito va il nostro ringraziamento per il coraggio dimostrato. Ora spetta a noi tradurre questa vicinanza in atti concreti, affinché nessun imprenditore che sceglie la via della legalità debba mai più sentirsi abbandonato dallo Stato».






