VIDEO – La riforma del tempo parte da Cirò: il romanzo di Gianluca Facente riaccende i riflettori su Luigi Lilio
CIRÒ – C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega la Calabria del Cinquecento alla precisione dei nostri moderni calendari. Questo legame è tornato a farsi carne e narrazione a Cirò, teatro della presentazione di “Lilio, l’Apostolo del Tempo”, l’ultimo romanzo storico dello scrittore crotonese Gianluca Facente. L’evento, ospitato nella suggestiva cornice del Museo dedicato proprio all’illustre scienziato cirotano, ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico, richiamando l’attenzione di osservatori locali e nazionali e trasformandosi in un momento di profonda valorizzazione identitaria.
Una terrazza sul passato: la serata al Museo
La terrazza del Museo “Luigi Lilio” ha fatto da palcoscenico, lo scorso martedì 28 luglio a partire dalle 21:30, a un incontro culturale di altissimo profilo. Patrocinata dall’amministrazione comunale di Cirò, l’iniziativa ha visto alternarsi sul palco autorevoli esponenti del panorama artistico e scientifico del territorio. Tra gli interventi di spicco, hanno preso la parola il celebre maestro orafo Michele Affidato e il professor Francesco Vizza, i quali hanno contribuito a delineare i contorni di una serata definita dai presenti “intensa e meravigliosa”, animata da un sincero sentimento di appartenenza e da una cultura profondamente radicata nel territorio.
Il romanzo: la Calabria del ‘500 e il mistero dei giorni perduti
Al centro del dibattito, l’opera di Facente si propone come un viaggio a ritroso nel tempo. Attraverso una ricostruzione narrativa accurata ed evocativa, l’autore restituisce dignità storica e spessore umano a Luigi Lilio: medico, matematico e astronomo visionario. Il romanzo si addentra nelle trame della Calabria rinascimentale, fondendo dettagli biografici, misticismo e rigore scientifico per raccontare la genesi della riforma del calendario gregoriano.
Il focus della narrazione si concentra sulla straordinaria intuizione di Lilio, mente scientifica dietro il calcolo che permise di cancellare i dieci giorni “fantasma” nell’ottobre del 1582, correggendo così le discrepanze del vecchio calendario giuliano. Un’operazione che ha cambiato per sempre la percezione del tempo collettivo e che oggi Cirò rivendica con orgoglio attraverso le sue istituzioni museali.
Memoria storica come volano per il territorio
L’incontro di Cirò dimostra come la letteratura e la divulgazione storica possano trasformarsi in potenti strumenti di marketing territoriale. Il lavoro di Gianluca Facente non si limita a celebrare la figura di Luigi Lilio come pilastro della cultura scientifica italiana, ma offre alla comunità locale un’opportunità di riscatto e promozione turistica. La riscoperta del “padre del calendario” diventa così un ponte tra la memoria del passato e le prospettive di sviluppo culturale del futuro.






