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Cotronei, bomba ecologica a ridosso del centro: indagati il sindaco in carica e il suo predecessore

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La Procura di Crotone chiude le indagini sulla mancata bonifica di un’area di 12.000 metri quadri satura di amianto deteriorato. Sotto la lente degli inquirenti l’attuale primo cittadino Antonio Ammirati e l’ex sindaco Nicola Belcastro: l’accusa è di omissione di atti d’ufficio.

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COTRONEI – Una distesa di 12.000 metri quadrati a ridosso del centro abitato, trasformata in una discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi, con lastre di eternit frantumate ed esposte agli agenti atmosferici. È lo scenario al centro dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone, che ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari all’attuale sindaco di Cotronei, Antonio Ammirati, e al suo predecessore, Nicola Belcastro. Per entrambi l’ipotesi di reato contestata è quella di omissione di atti d’ufficio.

L’inchiesta e le ordinanze fantasma

Al centro della ricostruzione della magistratura inquirente vi è la presunta e prolungata inerzia delle amministrazioni comunali rispetto a un’emergenza ambientale nota da anni. Secondo l’impianto accusatorio, i due amministratori non avrebbero dato seguito alle ordinanze sindacali – firmate rispettivamente nel 2015 e nel 2020 – che imponevano la bonifica immediata, il recupero e lo smaltimento dei materiali nocivi, oltre al ripristino dello stato dei luoghi.

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L’area in questione, di proprietà della società Agri Fung, ospiterebbe un deposito incontrollato di lastre di eternit in avanzato stato di deterioramento e sacchi contenenti frammenti di amianto. Una situazione di estrema precarietà logistica che, secondo i tecnici, avrebbe favorito la dispersione di fibre killer nell’aria, minacciando direttamente la salute dei residenti della zona.

Un ecosistema protetto sotto scacco

Il paradosso ambientale è accentuato dalla collocazione geografica del sito. La discarica sorge infatti all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Marchesato e Fiume Neto”, un’area protetta inserita nella rete europea Natura 2000 per la salvaguardia della biodiversità e degli habitat naturali.

La presenza di amianto friabile all’aperto rappresenta una delle criticità più severe per la salute pubblica: la comunità scientifica concorda sul fatto che l’inalazione delle microfibre rilasciate dal cemento-amianto degradato sia direttamente correlata all’insorgenza di patologie polmonari irreversibili e mesoteliomi. Per questa ragione, la rimozione tempestiva dei manufatti danneggiati è considerata un atto di prevenzione sanitaria urgente e non differibile.

La difesa e i prossimi passi della giustizia

Con la chiusura delle indagini, la Procura cristallizza gli elementi di accusa raccolti finora. Nei prossimi giorni, Ammirati e Belcastro – per i quali vige il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva – avranno la facoltà di prendere visione degli atti depositati, presentare memorie difensive o chiedere di essere sottoposti a interrogatorio per chiarire la propria posizione prima che la Procura formuli l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

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