San Ferdinando, addio alla tendopoli dei migranti: sgombero, bonifica e ricollocamenti dopo il maxi-blitz interforze
SAN FERDINANDO (Reggio Calabria) – Si sono concluse ieri, 31 luglio 2026, le operazioni per lo smantellamento definitivo della tendopoli di San Ferdinando. Un intervento interforze ad alto impatto che ha portato alla demolizione delle tensostrutture, alla bonifica dell’intera area e al contestuale trasferimento dei migranti regolari presso gli alloggi messi a disposizione dal Comune di Rosarno.
La complessa macchina operativa era scattata lo scorso 24 luglio con le attività di censimento dei cittadini extracomunitari di diverse nazionalità che dimoravano nel sito. La mappatura, coordinata dalle autorità, ha permesso di verificare la regolarità delle posizioni sul territorio nazionale e di individuare gli aventi diritto alle nuove sistemazioni alloggiative. L’intera area è stata presidiata durante la settimana da servizi dedicati di ordine pubblico e vigilanza fissa.
La pianificazione del blitz, definita nei dettagli durante le riunioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e i successivi tavoli tecnici in Questura, ha visto una stretta sinergia tra le istituzioni e i diversi corpi dello Stato, garantendo lo svolgimento delle operazioni in piena sicurezza sia per gli operatori che per gli occupanti della tendopoli.
I numeri dell’operazione: espulsioni e armi sequestrate
Il bilancio complessivo dell’attività fotografa la complessità dello scenario d’intervento. In totale sono state controllate 458 persone. All’interno del perimetro della tendopoli, le verifiche hanno riguardato 60 tende e 165 cittadini extracomunitari.
I controlli sulla regolarità dei soggiorni hanno portato all’espulsione di 12 cittadini stranieri irregolari: per 8 di loro è scattato l’ordine di allontanamento dal territorio nazionale entro 7 giorni, mentre per i restanti 4 è stato disposto il trattenimento presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (C.P.R.).
Nel corso delle perquisizioni all’interno del campo, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e sequestrato un vero e proprio arsenale di oggetti atti a offendere: 10 martelli di varie dimensioni, un’ascia, due mannaie, 5 strumenti da scasso e 25 coltelli a punta di diverse forme. Sul fronte della sicurezza ambientale e antincendio, i Vigili del Fuoco hanno individuato e messo in sicurezza 189 bombole di gas, successivamente rimosse e affidate a una ditta specializzata per lo smaltimento.
Un dispositivo imponente sul campo
Per garantire la riuscita dell’intervento è stato schierato un massiccio contingente interforze composto da agenti della Polizia di Stato, militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, provenienti sia dai comandi territoriali che dai reparti speciali di rinforzo.
Decisivo anche il supporto logistico, sanitario e operativo sul campo, che ha visto impegnati i Vigili del Fuoco, gli agenti delle Polizie Locali di Reggio Calabria, Rosarno e San Ferdinando, la Polizia Metropolitana, i volontari della Protezione Civile e il personale sanitario del 118 e della Croce Rossa Italiana.
Con l’abbattimento delle ultime strutture da parte delle ruspe e la successiva bonifica del terreno, si chiude una pagina critica per il territorio calabrese, sanando una situazione che da tempo presentava gravi problematiche sotto il profilo dell’ordine pubblico, della sicurezza e delle condizioni igienico-sanitarie.






