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L’arte nel calice: il successo di “Visioni diWine 2026” trasforma il cuore di Filadelfia

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FILADELFIA (VV) – Un viaggio multisensoriale che ha ridisegnato i confini del centro storico, trasformandolo per una notte in un palcoscenico a cielo aperto. Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la prima edizione di «Visioni diWine 2026», l’iniziativa che ha saputo fondere l’eccellenza vitivinicola calabrese con le arti visive, la musica dal vivo e la valorizzazione del territorio.

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Promosso dall’Amministrazione Comunale di Filadelfia in stretta collaborazione con la Biblioteca Comunale e la compagnia teatrale Dracma, l’evento ha registrato un’affluenza straordinaria, richiamando visitatori e addetti ai lavori da tutta la regione e oltre.

Il percorso: tre sagrati per tre “Isole di Visione”

La formula vincente della manifestazione è risieduta nella creazione delle «Isole di Visione», veri e propri hub culturali allestiti nei sagrati storici del paese, ognuno caratterizzato da un’identità precisa:

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  • Sagrato di San Francesco: Un ponte tra tradizione e contemporaneità. Qui la storicità delle cantine Ippolito 1845 ha incontrato la street-art di Massimo Sirelli, impegnato in una sessione di live painting, il tutto accompagnato dalle sonorità eleganti del Tchaikovsky Jazz Trio.
  • Sagrato del Carmine: Dedicato all’introspezione e alla melodia. Le degustazioni guidate delle Cantine Dastoli hanno dialogato con le opere della giovane artista emergente Maria Neve Vallone e con il cantautorato intimista di Marataro.
  • Sagrato di San Teodoro: Spazio al territorio e all’energia. Protagoniste le eccellenze di Benvenuto e Statti, affiancate dalle sculture dal vivo del Maestro Antonio La Gamba e dalla carica rock dei Pinkstones, giovanissima band locale.

Dalle “isole” al salotto di Piazza Serrao

Il flusso dei visitatori è confluito naturalmente nella centrale Piazza Serrao per l’atto finale dell’evento. Sotto la regia teatrale di Dracma, la piazza si è trasformata in un salotto del gusto: dalle note decise degli amari locali (Amaro Numero 05 e L’Amaro dei Briganti) fino alle dolcezze artigianali dell’Ape Cubana di Vincenzo Caruso. A siglare la serata, i set fotografici istantanei curati da Flashati Photobooth, che hanno regalato ai presenti un ricordo tangibile dell’esperienza.

Spazio al futuro: i giovani e il territorio

La manifestazione ha dimostrato una forte attenzione al ricambio generazionale attraverso l’Estemporanea d’Arte – Sezione Giovani. Gli artisti under hanno lavorato sul campo lo scorso 27 luglio, ritraendo proprio quegli scorci architettonici che avrebbero poi ospitato le “Isole”. Le loro opere, esposte e premiate durante la serata, hanno creato un ideale passaggio di testimone tra la storia monumentale di Filadelfia e lo sguardo delle nuove generazioni.

Le voci dei protagonisti

«Vedere la nostra comunità e tanti ospiti riempire le strade con questo entusiasmo è la risposta migliore al nostro lavoro», spiega l’assessora alla Cultura Veronica Gugliotta. «Volevamo proporre un format di qualità, dove il vino non fosse solo un prodotto da consumare, ma il catalizzatore di un’esperienza estetica totale. Filadelfia ha una vocazione naturale per questo tipo di sinergie».

Sulla stessa linea il sindaco Anna Bartucca, che sottolinea la valenza strategica dell’iniziativa:

«Visioni diWine ha espresso la capacità della nostra comunità di aprirsi a nuove progettualità e flussi turistici. Un ringraziamento particolare va al Gal Terre Vibonesi per il fondamentale supporto economico e a Calabria Straordinaria per un patrocinio che certifica la qualità del nostro progetto di promozione territoriale».

Un’eredità che resta

Al di là del successo di pubblico, “Visioni diWine 2026” lascia un segno permanente nel tessuto urbano. Le opere realizzate in estemporanea dai maestri Sirelli, La Gamba e Vallone entreranno infatti a far parte del patrimonio artistico comunale, arricchendo in modo definitivo la collezione pubblica di Filadelfia.

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