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Svolta di legalità a Mileto: tasse azzerate per i commercianti vittime di mafia

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MILETO – Un segnale politico e sociale senza precedenti arriva dal cuore della Calabria. Il Comune di Mileto ha approvato all’unanimità una delibera pionieristica che introduce l’esenzione totale dai tributi locali per i commercianti riconosciuti come vittime della criminalità organizzata. Un provvedimento che unisce il sostegno economico a un profondo valore simbolico, tracciando una nuova linea di confine nella lotta alla ’ndrangheta e nel supporto concreto a chi ha pagato il prezzo più alto.

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Il provvedimento: esenzione totale dai canoni comunali

La misura approvata in Consiglio comunale va a modificare direttamente il regolamento sul canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e sul canone mercatale. D’ora in avanti, tutti i commercianti in possesso di una certificazione prefettizia o di una sentenza penale passata in giudicato che ne attesti lo status di vittima di reati mafiosi saranno esentati dal pagamento di queste imposte.

La genesi di questa storica delibera è legata a una vicenda umana e giudiziaria che ha segnato profondamente la comunità locale: quella di Martino Ceravolo, storico commerciante del mercato di Mileto. Ceravolo è il padre di Filippo, il diciannovenne ucciso per errore in un agguato di ’ndrangheta nel 2012. Con questo atto, l’amministrazione comunale ha voluto stringersi attorno alla famiglia Ceravolo, trasformando il dolore in una tutela attiva e tangibile.

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Un primato calabrese nato dall’autonomia locale

A rendere straordinario il provvedimento è la sua assoluta unicità nel panorama legislativo italiano. Come evidenziato dall’assessore al Commercio, Francesco Ciccone, non esiste ad oggi una norma nazionale che preveda l’esenzione automatica dal canone di occupazione per le vittime di mafia. Mileto ha colmato questo vuoto normativo esercitando la propria autonomia regolamentare e fiscale.

Il sindaco Salvatore Fortunato Giordano e l’intera assise comunale hanno rivendicato con orgoglio un primato: Mileto è infatti il primo Comune della provincia di Vibo Valentia e dell’intera regione Calabria ad adottare una misura di questa portata. Un’iniziativa accolta con commozione e gratitudine dallo stesso Martino Ceravolo, che da anni si batte per la memoria del figlio e per la giustizia.

La leva fiscale come arma di riscatto culturale

Al di là dell’impatto economico sulle casse comunali, la delibera si configura come un manifesto politico di resistenza e solidarietà. Utilizzare la leva fiscale interna per premiare la denuncia e sostenere chi ha subito la violenza dei clan rappresenta un modello amministrativo virtuoso. L’auspicio emerso dall’aula consiliare è che l’iniziativa di Mileto non resti un caso isolato, ma possa essere replicata da altri enti locali calabresi e nazionali, trasformando la burocrazia tributaria in uno scudo a difesa della legalità.

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