Cronaca

Bimba di Catanzaro fuori pericolo: il successo della collaborazione tra l’Istituto Gaslini di Genova e l’AOU “Renato Dulbecco”

Pubblicità

La piccola, sopravvissuta a una drammatica caduta dal balcone, è stata salvata grazie a un delicatissimo intervento cardiochirurgico all’aorta. Decisivo il trasferimento d’urgenza con un volo dell’Aeronautica Militare e la sinergia tra i medici della Calabria e della Liguria.

Pubblicità
Pubblicità

GENOVA – È fuori pericolo, cammina e non presenta alcun danno neurologico o deficit motorio. Si avvia a una felice conclusione la drammatica vicenda della bambina di Catanzaro che, lo scorso aprile, era precipitata da un balcone riportando traumi gravissimi. Un vero e proprio miracolo della medicina moderna, reso possibile non solo dall’eccellenza clinica, ma da una straordinaria sinergia terapeutica e organizzativa tra l’Istituto Giannina Gaslini di Genova e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.

Una corsa contro il tempo: il trauma e il volo salvavita

La corsa per salvare la vita della piccola è iniziata subito dopo il tragico incidente. La bambina è giunta al pronto soccorso calabrese in condizioni disperate, presentando un quadro clinico di estrema complessità: una gravissima lesione traumatica dell’aorta toracica, una lacerazione epatica a tutto spessore, severe contusioni polmonari e un trauma cranico.

Pubblicità

Dopo una prima, fondamentale fase di stabilizzazione effettuata dall’équipe della dottoressa Stefania Faragò (responsabile dell’Anestesia e Rianimazione dell’AOU Dulbecco), si è attivata la complessa macchina dei soccorsi per il trasferimento a Genova. Il viaggio è stato effettuato in condizioni di massima sicurezza a bordo di un velivolo dell’Aeronautica Militare attrezzato come una terapia intensiva volante, assistito passo dopo passo da un medico e un’infermiera della Terapia Intensiva del Gaslini.

L’intervento d’urgenza nella notte

Una volta giunta a Genova, il monitoraggio costante del quadro clinico ha evidenziato, nella notte del 30 aprile, un improvviso peggioramento della lesione aortica. L’équipe di Cardiochirurgia, guidata dal dottor Guido Michielon, è dovuta intervenire d’urgenza per una complessa ricostruzione del vaso sanguigno.

“Ci siamo trovati di fronte a una delle lesioni traumatiche più gravi che possano interessare l’aorta, con una mortalità superiore all’80% già al momento del trauma”, ha spiegato il dottor Michielon. “L’aorta era completamente separata per un tratto di circa quattro centimetri; la continuità del vaso era garantita solo dallo strato più esterno della sua parete. Abbiamo ricostruito l’aorta con il supporto dell’ECMO, che ha garantito la perfusione degli organi vitali durante tutta la procedura. Oggi il flusso è completamente ripristinato, il polmone sinistro è tornato a espandersi e, soprattutto, la bambina non presenta danni neurologici. È il miglior risultato che potessimo ottenere”.

Un modello virtuoso di sanità “Hub & Spoke”

Dietro questo straordinario successo clinico c’è il lavoro coordinato di oltre 60 professionisti tra medici, infermieri e tecnici delle due regioni. Un esempio perfetto di sanità integrata che non si esaurisce con la gestione di questa emergenza.

La collaborazione tra il Gaslini e l’AOU Dulbecco è infatti regolata da una convenzione triennale che, grazie a un nuovo atto integrativo, verrà ulteriormente potenziata. L’accordo prevede la presenza periodica dei chirurghi genovesi a Catanzaro per attività operatorie e ambulatoriali, teleconsulti multidisciplinari e programmi di formazione avanzata per il personale calabrese, riducendo così la necessità di trasferimenti per i piccoli pazienti e contrastando la mobilità sanitaria.

Le dichiarazioni delle istituzioni

Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e l’assessore alla Sanità, Massimo Nicolò, hanno espresso profondo sollievo per l’esito della vicenda:

“È il risultato più importante di un percorso di cura complesso. Ringraziamo i professionisti del Gaslini e del Dulbecco che, con grande dedizione e spirito di squadra, hanno reso possibile questo esito. Questa vicenda dimostra concretamente quanto la collaborazione tra istituzioni sanitarie e la condivisione delle migliori competenze medico-scientifiche possano fare la differenza nelle situazioni più difficili”.

Sulla stessa linea il direttore generale dell’Istituto Gaslini, Renato Botti, che ha evidenziato il valore del modello:

“Un rapporto costruito sulla condivisione di competenze per garantire ai piccoli pazienti le migliori opportunità di cura. L’obiettivo è consolidare una rete pubblica hub & spoke sempre più qualificata che si estenderà progressivamente anche all’area pediatrica clinica e alla terapia intensiva”.

Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero Calabria, ha sottolineato l’impatto strategico per il territorio:

“Investire nella cooperazione tra professionisti significa creare le condizioni per rendere disponibili sul territorio prestazioni sempre più qualificate, costruendo una sanità regionale più forte e vicina ai luoghi di residenza delle famiglie”.

Infine, Simona Carbone, commissario straordinario dell’AOU “Renato Dulbecco”, ha concluso:

“La positiva conclusione di questa vicenda è il risultato concreto di un lavoro tempestivo e sinergico. La collaborazione con il Gaslini costituisce per la nostra Azienda un’opportunità strategica di crescita, che ci permette di integrare esperienze d’eccellenza e offrire standard di cura elevati direttamente sul territorio calabrese”.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità